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L’importanza di chiamarsi Marko Arnautovic. A Lecce tocca a lui

Marko Arnautovic, dopo la vittoria nel primo round degli ottavi di finale di Champions League grazie a una sua zampata nei minuti conclusivi, è passato da vivere una stagione da gregario a diventare quasi insostituibile. L’exploit dell’attaccante austriaco nella gara contro l’Atletico Madrid di martedì sera, complice l’infortunio di Marcus Thuram, uscito precauzionalmente nell’intervallo della sfida con i Colchoneros e a cui è stata evidenziata una elongazione dell’adduttore della gamba destra a seguito degli esami strumentali svolti nelle ore successive al match di Champions League, spalanca ora le porte al numero 8 nerazzurro che sarà chiamato a dover sostituire il compagno di reparto francese, compito non semplice considerati i 10 gol e 7 assist messi a referto dal figlio d’arte transalpino.

Arnautovic non è più il ragazzino che gettava alle ortiche l’occasione di sfondare con la maglia nerazzurra urlando a Mourinho la frase “Non sei mio padre”. La sua seconda vita nerazzurra è caratterizzata da un obiettivo preciso che ha in mente l’attaccante austriaco: non vivere più i successi di squadra da lontano. La stagione del Triplete lo vide ai margini del progetto tecnico, un pò per l’età un pò, come visto, per le intemperanze giovanili che lo condussero a lasciare l’Inter l’anno successivo. Ora, Marko vuole togliersi la soddisfazione di cucirsi sul petto lo Scudetto della seconda stella e di continuare nel percorso emozionante in Champions League, saldando il conto con l’ambiente nerazzurro per il gol segnato nella nefasta serata di Bologna del 27 aprile 2022 che diede il via alla rimonta felsinea, concretizzata dal colossale errore di Radu che di fatto consegnò il titolo al Milan.

Fine della maledizione

Arnautovic Calhanoglu esultanza gol

Marko Arnautovic è l’uomo del momento dell’Inter. Colui che sta facendo momentaneamente pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’Inter nella doppia sfida all’Atletico Madrid per un posto tra le prime otto della Champions League si sta prendendo una bella rivincita nei confronti della critica e dello scetticismo che lo avevano accolto in estate dopo il suo approdo alla Pinetina. A favorire il ritorno di Arnautovic a San Siro ha pesato tanto anche l’amicizia con Hakan Calhanoglu: i due si frequentavano già in Germania e hanno un rapporto quasi fraterno, che ha aiutato Marko nel suo rientro a Milano e ad affrontare quei momenti di sfortuna che nel corso della stagione hanno colpito il ragazzo nato a Vienna dopo le ottime annate a Bologna.

Dopo aver messo a segno il primo assist con la maglia dell’Inter per Lautaro Martinez nella giornata numero uno del campionato contro il Monza, il 34enne austriaco si è fermato per quasi due mesi a causa di una distrazione muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra rimediata nella trasferta di Empoli del 29 settembre 2023. Il rientro nella gara con il Frosinone precede la prima rete in Champions League nella straordinaria rimonta al Da Luz di Lisbona contro il Benfica dopo essere stati sotto di tre gol a fine primo tempo.

La stagione di Arnautovic però annovera sporadici episodi postivi: i cosiddetti bonus arrivano scaglionati, a distanza di un mese l’uno dall’altro e le prestazioni latitano di giocate degne di nota. L’assist nella gara contro il Lecce per Barella e il gol in trasferta a Genova contro il Grifone non sono però sufficienti a permettergli di rimanere sulla cresta dell’onda della continuità. Le prestazioni di Marko non incidono e tra i tifosi inizia a serpeggiare un certo dissapore verso l’ex capitano del Bologna che nella prima gara del 2024 contro il Verona, nel tradizionale giorno della Befana trova nella sua calza soltanto carbone amaro, non riuscendo a finalizzare due ottime occasioni e rendendosi protagonista in negativo dell’azione del pareggio scaligero, perdendo palla su pressing a metà campo e mettendo in moto lo scambio per il momentaneo 1-1.

assit-arnautovic-inter-lecceArnautovic, nonostante apparizioni che sfioravano appena la sufficienza, è sempre stato degno di fede da parte di Simone Inzaghi  e l’ariete austriaco lo ha ripagato con la rete del definitivo 4-0 sulla Salernitana e che ha preceduto il punto decisivo per la vittoria contro l’Atletico Madrid, mettendo così fine a quella maledizione del gol che sembrava perseguitarlo. Per il tecnico piacentino le rotazioni sono fondamentali; i fitti impegni del calendario nerazzurro costringono l’ex allenatore della Lazio a dover dosare le energie dei suoi giocatori onde evitare spiacevoli inconvenienti come l’infortunio già citato di Marcus Thuram che ne avrà almeno per due settimane.

Lo stop forzato dell’attaccante francese è l’occasione attesa da tempo da Arnautovic, schierato in campo dal primo minuto solo in occasione  Con la testa della Thu-La fermo ai box, il suo apporto sarà fondamentale, a cominciare dalla delicata trasferta di Lecce in cui Inzaghi punterà su di lui e sul capitano Lautaro Martinez per proseguire la marcia di avvicinamento alla seconda stella. Arnautovic, che dovrà guardarsi dall’agguerrita concorrenza di Alexis Sanchez, avrà l’opportunità di mostrare di più quel valore che pare non essere ancora sbocciato ma che tutti i tifosi dell’Inter si augurano possa emergere presto per portare a casa nuovi successi.

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Gianmarco Vella

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