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Inter-Juve, Inzaghi ha sfatato un tabù

Il tabù di Inzaghi. Inter-Juve non è mai una sfida semplice anzi, la storia dei club, la loro rivalità insanabile dentro e fuori dal campo, e le legittime aspettative che l’ambiente bianconero e quello nerazzurro hanno, servono da sé a presentare una sfida come questa. Quest’anno, poi, per San Siro probabilmente passa lo scudetto e quindi tutto dev’essere pronto, perfetto. Inzaghi in questi anni all’Inter ha saputo crescere come allenatore e maturare insieme ai suoi ragazzi, e, probabilmente, nel mese di febbraio, iniziato ieri nel migliore dei modi, ci sarà la prova di maturità del tecnico piacentino che ieri ha superato con successo la prima prova, la sfida eterna contro la Juventus, sfatando un tabù personale.

Inter-Juve, il tabù di Inzaghi

L’Inter ieri ha saputo fare della sua casa una fortezza, sfruttando al meglio il primo posto in classifica ritrovato con una giornata d’anticipo rispetto alle aspettative, la vittoria della Supercoppa e il fattore pubblico (che non è mai solo retorica), per battere la Juventus e, forse, abbattere i suoi sogni di scudetto.

La vittoria nel primo big match di febbraio è stata fondamentale per la classifica, perché in questo modo l’Inter consolida il primo posto e stacca i bianconeri di quattro punti, ma è stata importante per molti degli interpreti della gara sponda nerazzurra. Il primo di questi è sicuramente Simone Inzaghi, che la Juventus in serie A non era ancora stato capace di batterla.

Certamente ricordiamo tutti la vittoria in extremis in Supercoppa, Sanchez al 120′ buca la porta bianconera proprio mentre la squadra di Torino preparava l’ingresso di Bonucci in vista dei rigori oppure il sigillo di Dimarco nella scorsa stagione che ha permesso ai nerazzurri di staccare un pass per la finale di Coppa Italia (poi vinta contro la Fiorentina).

Queste partite, per quando rappresentino dolci ricordi, sono il passato. Inzaghi, re di coppe, ieri sera doveva dimostrare di essere un allenatore da scudetto, e quale miglior occasione se non quella di fronteggiare Allegri, che di campionati ne ha vinti 6. Non era semplice farlo, le aspettative erano altissime e le ambizioni tanto grandi da farsi male in caso di sconfitta, ma Inzaghi ha trovato la sua prima vittoria in campionato contro la Juventus nel momento migliore e nel più delicato.

Nel suo primo anno in nerazzurro, non era riuscito ad andare oltre ad un pareggio, mentre lo scorso anno Kostic aveva espugnato San Siro; ieri sera un autogol di Gatti ha consegnato ai nerazzurri una vittoria fondamentale al termine di una gara che Inzaghi ha preparato con grande intelligenza tattica, sapendo prima dominare, poi subire senza farsi piegare.

Inzaghi prima della gara era stato premiato come allenatore del mese, al triplice fischio ha cucito sulla schiena un bersaglio a se stesso e a tutti suoi ragazzi che si chiama scudetto.

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Alessia Lazzaroni

Alessia Lazzaroni