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Duelli di filosofie e miliardi. L’eterno confronto tra Inter e Juve

Inter-Juventus, una sfida che vale non solo la vetta della classifica e un impatto non indifferente sul campionato ma in termini economici è resa ancora più incandescente da un dato che rispecchia i valori che scenderanno in campo.

Un miliardo di motivi

Il dominio di Inter e Juventus quest’anno esonda dal letto del fiume chiamato campionato, dove i numeri parlano chiaro: le due eterne rivali dettano legge anche dal punto di vista extra calcistico. Il derby d’Italia che indirizzerà la volata scudetto e che si giocherà in un San Siro gremito in ogni ordine di posto sarà una super sfida dal valore di oltre un miliardo di euro. Questa la valutazione emersa dal confronto tra le due rose a disposizione di Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri. A pochi giorni dal calcio d’inizio, secondo le parole de La Gazzetta dello Sport, il valore dei cartellini nerazzurri ammonta a 633,85 milioni di euro, con i bianconeri che ne valgono 576.

Il massimo se si considera l’importanza, l’attrazione sul mercato e i margini di crescita di ogni singolo elemento dei collettivi nerazzurri e bianconeri. Il rovescio della medaglia si ha quando si parla di monte ingaggi poiché il totale degli stipendi netti della squadra di Allegri arriva a toccare i 77,3 milioni contro i 74,55 dei corrispondenti della Beneamata.

marotta-giuntoli

Differenze di piani

Oltre a fattori tecnici e cifre da capogiro, Inter-Juventus sarà una sfida anche tra due filosofie diverse sul mercato. Da un lato si staglia la sagoma di Beppe Marotta, amministratore delegato e principale uomo mercato dell’Inter, entrato nei quadri dirigenziali della società di Viale della Liberazione alla fine del 2018, dopo l’addio alla Juventus.

Proprio con la Vecchia Signora, Marotta ha saputo farsi conoscere in un’arte che, alla luce delle sempre meno disponibili risorse economiche di molte società, nel calcio moderno sta prendendo sempre più piede: l’acquisto a parametro zero, mossa che ha portato a entrambe le società numerosi successi e prestigio e che ha affermato Marotta come uno dei migliori dirigenti sportivi nel panorama del calcio italiano e non solo. Dall’altro lato, invece, l’arrivo a Torino di Cristiano Giuntoli ha segnato una sterzata notevole nelle strategie del mercato bianconero. L’ex direttore sportivo del Napoli, arrivato in estate dopo un turbolento addio alla società partenopea, ha un metodo tutto suo per mantenere la competitività della rosa alla pari di quella nerazzurra: la valorizzazione dei giovani. Non solo in entrata, perché le giovani speranze del vivaio bianconero stanno acquisendo valore in lidi adatti alle proprie capacità. E gli arrivi dalla sessione invernale di calciomercato lanciano un messaggio chiaro: in casa Juventus si parla di rivoluzione giovane.

Per la Serie A

Il tanto atteso derby d’Italia, condito dalla possibilità di tentare una nuova fuga per l’Inter o effettuare un nuovo controsorpasso per la Juventus, potrebbe essere un momento di riscatto e di dignità per una Serie A alle prese con numerosi problemi, temperati dagli ostacoli accumulati in un decennio di immobilismo, che ha toccato aspetti cruciali come riforme, sviluppo degli stadi e piani commerciali condivisi. Il miliardo e i top player impegnati nello scontro scudetto offrono uno spettacolo di alto livello, ma dietro di essi si profila uno scenario problematico che la Serie A deve affrontare.

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Gianmarco Vella

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