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Inter-Napoli 1988-89: quando un bolide di Matthaus regalò lo scudetto dei record

Inter-Napoli è sempre una gara speciale. Da oltre 30 anni è una classica del grande calcio. Soprattutto negli anni 80, periodo d’oro per il calcio italiano, quella tra nerazzurri e partenopei è spesso stata una sfida scudetto e in entrambe le squadre giocavano alcuni dei più grandi campioni della storia del calcio: Diego Armando Maradona per il Napoli e Lothar Matthaus per l’Inter. Uno delle stagioni più incredibili della storia nerazzurra è stata indubbiamente quella del 1988-89, la stagione dello scudetto dei record.

Sulla panchina nerazzurra siede Giovanni Trapattoni e la squadra va a caccia di uno scudetto che manca da quasi 10 anni. In estate arrivano giocatori come Matthaus, Brehme, Berti, Diaz e Bianchi e la squadra si trasforma in una macchina da guerra praticamente perfetta. In un campionato molto competitivo in cui militano squadre come il Milan di Arrigo Sacchi, il Napoli di Maradona e la Sampdoria di Vialli e Mancini, i nerazzurri stracciano tutti i record e prendono la vetta della Serie A senza mai lasciarla. La gara che può consegnare il tricolore agli uomini del Trap arriva il 28 maggio 1989 e l’avversario da battere è proprio il Napoli secondo in classifica.

Inter-Napoli 1988-89: una rimonta che vale lo scudetto

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Siamo nel maggio del 1989 e i nerazzurri sono lanciati verso lo scudetto numero 13 della loro storia. Per festeggiare l’ambito trofeo davanti al suo pubblico, la squadra meneghina deve vincere lo scontro diretto contro gli azzurri, secondi a 7 punti di distanza. A San Siro si respira un’aria di festa e il pubblico è tutto per l’Inter. Il Napoli, dato sfavorito da tutti, inizia a bomba e passa in vantaggio con una magia di Antonio Careca, compagno di reparto di Maradona in attacco. Per i nerazzurri la gara si mette male e sono chiamati a ribaltare il risultato. L’Inter dei tedeschi è una squadra tanto equilibrata quanto devastante, soprattutto quando deve attaccare. Il primo tempo si chiude con i partenopei in vantaggio ma con il risultato in bilico. La ripresa inizia con un assedio totale dei nerazzurri che si buttano in avanti per cercare di rimettere apposto le cose. Il gol del pareggio arriva dopo 4 minuti e lo mette a segno Nicola Berti su deviazione decisiva di Luca Fusi. San Siro esplode di gioia e si prepara a gioire per il gol della vittoria tricolore. La gara viaggia sui binari dell’equilibrio ma l’episodio determinante arriva al minuto 38 della ripresa: Ramon Diaz si procura un calcio di punizione dal limite dell’area. Sul pallone vanno i due tedeschi più amati dagli interisti: Brehme e Matthaus, entrambi specialisti dei calci piazzati.

Dopo una breve discussione, il numero 10 nerazzurro decide di assumersi la responsabilità di calciare e lascia partire un bolide che si infila all’angolino e permette ai nerazzurri di passare in vantaggio.

A San Siro può cominciare la festa: l’Inter, grazie ad una perla del suo miglior giocatore, batte il Napoli e si laurea campione d’Italia per la tredicesima volta nella sua storia. Per i tifosi nerazzurri quello del 1989 resterà per sempre lo scudetto dei record vinto da una squadra stratosferica che ha annientato tutti nel campionato più bello del mondo.

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Simone Ambroso

Simone Ambroso