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Lecce-Inter ha confermato la maturità di Inzaghi e della sua Inter

Lecce-Inter il giorno dopo. Ancora una vittoria, ancora un clean-sheet, ancora una prestazione importante per Inzaghi e i suoi ragazzi che, nel 2024, sanno solo vincere. Il giorno dopo la partita si presta solitamente alle analisi a mente fredda, quando cioè le considerazioni a caldo lasciano spazio alle riflessioni dettate dai numeri, dalle statistiche e dalla prestazione nell’arco di tutti e 90 i minuti di gioco.

La sfida al Via del Mare ha confermato ancora una volta, se ce ne fosse ulteriore bisogno, la bontà del lavoro del tecnico piacentino in questa sua esperienza a tinte nerazzurre, giunta oramai al terzo anno. Una crescita costante condita da una maturità nella gestione della partita in tutti gli interpreti in campo, che siano i “titolarissimi” o le “riserve”: chiunque scende in campo sa esattamente cosa fare e come farlo. La vera forza di questa squadra è proprio questo, perchè anche se cambia l’orchestra, lo spartito rimane lo stesso e l’applauso della platea a fine esibizione è un dato certo.

Inzaghi ha saputo creare un gruppo che, forte anche dello splendido percorso in Champions della passata stagione, continua a dimostrare di avere fame di vittorie. Nonostante i 5 trofei sin qui portati a casa, Lautaro e compagni non sembrano mai domi. La partita di ieri pomeriggio ha impressionato sopratutto per la facilità e la leggerezza con cui è maturato il pesante risultato in campo. Un 4 a 0 che lascia poco spazio all’immaginazione. Una partita sbloccata dopo pochi minuti dal solito attaccante argentino, capace di arrivare in tripla cifra con la maglia dell’Inter, e poi messa in cassaforte dalle reti di Frattesi, capace di esser sempre decisivo sia che parta dalla panchina o che sia titolare, De Vrij e nuovamente Lautaro.

A Lecce la decima vittoria consecutiva

lautaro martinez lecce

L’Inter ha così conquistato la sua decima vittoria consecutiva, creando un divario incredibile anche tra il numero di reti segnate (63) e subite (12). Un +51 che impressiona se messo a confronto con i dati che interessano le dirette concorrenti alla corsa per lo Scudetto. Ma non basta. I nerazzurri portano a casa un altro clean-sheet confermandosi granitici nella fase difensiva, indipendentemente da chi forma il terzetto davanti all’estremo difensore.

A Lecce la porta era difesa da Emil Audero con davanti a sè Bisseck, De Vrij e Carlos Augusto. Un reparto difensivo praticamente nuovo rispetto ai principali protagonisti di questa stagione che, però, è andato davvero pochissime volte in difficoltà sugli attacchi della squadra salentina. In una partita che storicamente ha sempre rappresentato insidie, l’Inter ha rischiato poco e colpito con una facilità disarmante in ripartenza, senza sdegnare la costruzione dal basso (marchio di fabbrica di Inzaghi).

Sembra non esserci più differenza tra titolari e riserve, e questo è un bene per Inzaghi e per tutta l’Inter che si appresta a continuare questa cavalcata verso la seconda stella, senza dimenticare di voler nuovamente dire la sua nella massima competizione europea.

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Mirko Patera

Mirko Patera