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L’Inter dei record, del Triplete e di Inzaghi messe a confronto: qual è la più forte?

La storia ultracentenaria del Football Club Internazionale Milano è ricca di avvenimenti memorabili e trofei prestigiosi che si sono colorati di nerazzurro al termine di avvenimenti sportivi destinati a rimanere per sempre nel cuore dei tifosi. Il prato di San Siro ha visto la celebrazione di numerose stelle che con le proprie giocate hanno onorato la maglia della Beneamata portandola a raggiungere traguardi straordinari.

Di padre in figlio perché, se non si tiene conto dell’epoca d’oro dell’Inter targata Helenio Herrera che negli anni ‘60, da quando esiste la società fondata nel 1908, l’Inter può annoverare almeno tre epoche in cui si può veramente parlare di una squadra che brilla di luce propria.

L’Inter dei Record (1988-89)

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L’Inter dei record è stata una macchina da punti nel campionato di Serie A 1988-1989, capace di conquistarne ben 58 in 34 partite, un record ancora imbattuto, essendo la stagione ancora con la regola dei due punti assegnati in caso di vittoria. Il tecnico Giovanni Trapattoni, l’allenatore più vincente del calcio del Bel Paese, arrivato a sedersi sulla panchina nerazzurra dopo i numerosi trofei conquistati alla guida della Juventus, riesce a trovare un’amalgama perfetta costruendo sulla spina dorsale formata da Walter Zenga, Giuseppe Bergomi e Lothar Matthäus la chiave per arrivare al successo. La forza di questo gruppo? La solidità in tutti i reparti, con un attacco prolifico e una difesa granitica. La coesione nel gruppo del Trap ha fatto si che la squadra fosse capace di chiudere il torneo con 26 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte, mettendo tra sé e il Napoli secondo, un divario di 11 punti, miglior attacco con 67 gol fatti e miglior difesa con 19 gol subiti che valsero per i nerazzurri il 13°scudetto, per tutti lo scudetto dei record.

L’Inter del Triplete (2009-2010)

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L’Inter della stagione 2009-2010 è destinata a vivere un’epopea irripetibile, neanche immaginabile se si torna all’estate 2009 quando la vendita al Barcellona di Zlatan Ibrahimovic, capocannoniere uscente della Serie A appena conquistata a maggio e in rotta con l’ambiente nerazzurro, sembrava penalizzare la squadra di José Mourinho. La cessione dello svedese permise l’arrivo dei principali artefici di quella che sarebbe poi passata alla storia come l’Inter del Triplete. Alla Pinetina sbarcarono Diego Milito, mattatore di tutte e tre le gare decisive per l’assegnazione del tris, Samuel Eto’o, coinvolto nell’affare Ibra con il Barca, Wesley Sneijder sul gong del mercato estivo, Thiago Motta e Lucio per rafforzare quel mix di esperienza, gioventù determinazione e  leadership di una squadra che veniva da un ciclo di quattro scudetti consecutivi e che annoverava tra le proprie fila nomi del calibro di Javier Zanetti, Julio Cesar, Maicon, Stankovic e Cambiasso per citarne alcuni. Mourinho ha saputo plasmare un team vincente, capace di giocare un calcio pragmatico per vincere contemporaneamente nella stessa stagione Serie A, Champions League e Coppa Italia.

L’Inter di Inzaghi (2023-2024)

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L’Inter ha attraversato nella propria epoca numerosi momenti di smarrimento, in cui i risultati latitavano e le speranze di sollevare trofei erano ridotte al lumicino. Antonio Conte, ultimo allenatore in grado di portare lo Scudetto in Viale della Liberazione, ha riportato l’Inter al top del calcio italiano e la fine del rapporto con l’ex CT della Nazionale ha scatenato il Totoallenatore per il nome di chi avrebbe raccolto un’eredità tanto pesante. A spuntarla è stato Simone Inzaghi che, in tre anni e mezzo alla guida dell’Inter, ha saputo rimpolpare la bacheca della Beneamata con 3 Supercoppe italiane, 2 Coppe Italia e una finale di Champions conquistata nella scorsa stagione. L’Inter di Inzaghi gioca in questa stagione un calcio difficile da replicare e che da anni non si vedeva dalle parti della Pinetina: 72 punti e primato solitario a +15 sulla seconda, miglior attacco con 69 gol e miglior difesa con 13 reti subite. 12 vittorie consecutive nel 2024 sono state il prologo alla fase finale della stagione dove Inzaghi sa di giocarsi una bella fetta di storia nerazzurra, con la possibilità di migliorare ancora di più e l’obiettivo di cucirsi sul petto non solo lo scudetto ma anche la tanto sospirata seconda stella.

Molto difficile stabilire quale sia stata la migliore Inter tra queste: ognuna brilla di luce propria, ma indipendentemente dai vari paragoni, una cosa è certa: la storia nerazzurra è ricca di campioni, successi e momenti indimenticabili, dove l’amore per la maglia e la passione dei tifosi saranno la forza per alimentare il presente e il futuro dell’Inter. Chi all’epoca dell’Inter dei record andava allo stadio con il proprio papà a vedere, con gli occhi pieni di gioia e attesa per la vittoria, le gesta di calciatori quali Nicola Berti, Aldo Serena e il compianto Andreas Brehme, non potranno esimersi dal provare la stessa emozione portando sulle gradinate di San Siro i propri bambini, per fare un tuffo nel passato e rivivere le stesse sensazioni di 35 anni fa, confermando ancora una volta che la passione per l’Inter viene trasmessa di padre in figlio e che non ha età.

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Gianmarco Vella

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