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Lukaku, un 2024 da anonimo: che calo con De Rossi

La Roma ritorna dalla trasferta contro il Lecce con un solo punto, maturato dopo lo 0-0 di ieri dove i giallorossi allenati da Daniele De Rossi sono stati messi in grande difficoltà dai padroni di casa. Un pareggio che allontana la Roma dal quarto posto occupato dal Bologna e che ora è distante ben 5 punti. A preoccupare però è lo scarso rendimento di Romelu Lukaku, che dall’esonero di Mourinho ha visto calare drasticamente i suoi numeri in zona gol, segnando appena due reti nel 2024 in Serie A.

Numeri decisamente al ribasso, considerando che con il portoghese in panchina, Lukaku aveva un ottima media realizzativa, se si sommano anche i gol segnati durante la fase a gironi di Europa League.

Lukaku, che calo con De Rossi in panchina

Romelu Lukaku - Roma

L’arrivo di De Rossi ha sicuramente cambiato faccia alla Roma, che è riuscita a mettere insieme un filotto importante di vittorie e risultati positivi, perdendo in campionato solo contro l’Inter, ma dopo averla messa pesantemente in difficoltà. Il merito del nuovo tecnico giallorosso è quello di aver rivitalizzato la squadra e dare nuova linfa a Lorenzo Pellegrini, che sembra essere un altro giocatore rispetto alla gestione Mourinho.

Ma non è tutto oro quel che luccica, e a ciò corrisponde un preoccupante calo dei numeri di Romelu Lukaku: autore di 10 gol in Serie A, ma solo due realizzati nel 2024 in Serie A, più le altre due reti segnati in Europa League contro Feyenoord e Brighton. Numeri decisamente impietosi, considerando anche che i giallorossi con De Rossi hanno iniziato a segnare con una certa regolarità, ben 23 gol in 10 partite di Serie A.

Possono influire sul suo rendimento, oltre a un diverso schema tattico, anche i dubbi sul suo futuro: Lukaku è in prestito alla Roma, e a giugno tornerà al Chelsea, dove si dovrà trovare un’altra volta una sistemazione per la sua prossima avventura, che potrebbe essere un’altra volta nella capitale, ma occhio anche alle sirene dall’Arabia Saudita.

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Emanuele Di Vitto

Emanuele Di Vitto