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Moratti: “Ecco chi comprerei per l’Inter di oggi se fossi presidente”

Moratti intervista. Proprio oggi l’Inter compie 116 anni. Un importantissimo traguardo per una società storica del calcio italiano ed europeo. In occasione di questo anniversario Gianluca Rossi ha intervistato sul proprio canale YouTube lo storico presidente dell’Inter Massimo Moratti, che ci ha tenuto ad iniziare la chiacchierata facendo i propri auguri alla sua squadra del cuore, con una dedica romantica: “Vorrei fare degli auguri affettuosi all’Inter e ai suoi tifosi. La passione che genera attorno a sè è magica ed è proprio questa la bellezza di questa squadra. È una società piena di ricordi meravigliosi. Tantissimi campioni hanno vestito la maglia nerazzurra e per me da presidente sono state delle grandissime emozioni. A maggior ragione per me che ero anche tifoso. L’Inter è più di una squadra: rappresenta un modo adrenalinico di vivere”.

Moratti intervista: l’Inter di oggi

Zirkzee

Durante gli anni della sua presidenza Massimo Moratti ha spesso abituato i suoi tifosi a sognare in sede di calciomercato. Numerose volte ha portato a Milano grandissimi campioni e si è sbilanciato su chi sarebbe oggi il giocatore per cui sarebbe disposto a fare pazzie se fosse il numero uno del club: “Un campione che porterei all’Inter di oggi? Mi piace molto Zirkzee. Detta i tempi ed è un giocatore fantastico. Sembra un grande che gioca con i bambini. Gestisce i tempi di tutta la squadra. Mbappe? È fantastico ma sarebbe stato troppo scontato dirlo. Mi sembra impossibile spostarlo da dov’è o dal Real Madrid dove probabilmente andrà. Io sicuramente andrei volentieri a vedere una partita in cui Zirkzee è in campo”.

Recentemente è tornato ad assistere ad un allenamento ad Appiano Gentile, cosa che non faceva addirittura da quasi 10 anni. In quell’occasione ha avuto modo di parlare (in videochiamata) con l’attuale presidente dell’Inter, Steven Zhang: “Ho parlato tramite video con Zhang. È stato molto cordiale e gentile come sempre. Ci siamo ripromessi di vederci quando tornerà a Milano. Non so esattamente quando accadrà ma mi ha detto presto”. Ha anche ammesso che molti gli hanno suggerito di ricomprare l’Inter, ma ha anche specificato che la squadra non avrebbe bisogno di lui, vista l’ottima gestione attuata dall’attuale presidente: “Dal 2013 molti continuano a dirmi di ricomprare l’Inter. Da parte mia c’è molta nostalgia. Mi fa piacere ma devo essere sincero: Zhang sta facendo un ottimo lavoro, anche dal punto di vista dei risultati. Ha costruito una squadra fortissima e con un assetto notevole. Abbiamo un centrocampo fortissimo”.

Quando gli è stato chiesto di indicare un giocatore dell’Inter di oggi che avrebbe voluto nelle sue squadre non ha avuto nessun dubbio e ha fatto subito un nome: “Mkhitaryan è eccezionale. Lo vorrei in una qualunque rosa del passato. È un collante eccezionale ed è rapido. Inoltre è un professionista esemplare, un ragazzo serissimo”. 

Spazio ai ricordi

Si è poi lasciato andare ai ricordi più belli dei suoi anni da presidente, caratterizzati da grandi gioie e da tantissimi campioni: “Un momento di Interismo? Ho gioito da pazzi quando abbiamo vinto contro la Sampdoria per 3-2. Stavamo perdendo per 0-2 al 40′. Rimontare tre goal nel giro di tre minuti è stata una cosa assurda. È stato un momento particolare. Anche col Barcellona nel 2010 è stato un momento incredibile, visto che la finale emotiva era quella. Anche in occasione dei primi goal di Ronaldo mi sono emozionato tantissimo. Il suo goal più bello in assoluto è stato quello sul campo dello Spartak Mosca. Fece uno stop impossibile in un campo del genere. Con Ronaldo mi sentivo come su una carrozza. Ero sicuro che in una partita qualcosa di fantastico sarebbe successo con lui in campo”.

Dopo aver elogiato Simone Inzaghi, ha spiegato le differenze tra lui e il suo Mancini: “Possono somigliarsi per qualche aspetto, come il gioco propositivo e il fatto che entrambi sono arrivati a Milano dalla Lazio. Tuttavia ci sono delle grandi differenze tra il mio Mancini e questo Inzaghi. Sono molto diversi caratterialmente. Il Mancio era più emotivo e dovevo stargli molto vicino. Inzaghi ha delle grandissime doti. È migliorato moltissimo. Ha messo la difesa nella condizione di sentirsi forte ed esperta”. 

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Luca Arcangeli

Luca Arcangeli