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Cinque motivi per credere fermamente nella seconda stella

Si, è vero, il crederci troppo spesso non porta davvero a niente. Ce lo ha insegnato la stagione 2021/2022, dove ormai lo Scudetto era dato quasi per scontato fino a quando un erroraccio dell’ex Inter Ionut Radu – ora al Bournemouth in Premier League – e qualche scivolone di troppo ha di fatto consegnato il trofeo ai cugini rossoneri. Un brutto colpo da subire per tutto il popolo nerazzurro, specialmente per come sono andate le cose una volta giunti al traguardo. Insomma, fantasmi del passato che in questo momento è meglio non rievocare.

Ciononostante ci sono diversi motivi per credere che la stagione attuale possa avere un epilogo diverso. Più in particolare si possono individuare ben 5 ragioni più che plausibili per poter sperare di vedere i nerazzurri alzare il 20° Scudetto.

1 – Più alternative

Asllani Frattesi

Uno degli aspetti più importanti – e più dibattuto – di quest’anno è la possibilità di scelta. Il mister Simone Inzaghi può contare su una rosa davvero vasta rispetto all’annata 2021-22. Basti pensare che le alternative di quest’anno sono difensori esperti come Stefan De Vrij o Matteo Darmian e le giovani sorprese come Yann Bisseck, Kristjan Asslani e Davide Frattesi. Per non parlare anche degli ulteriori elementi d’esperienza come Marko Arnautovic, Alexis Sanchez, Davy Klassen e Stefano Sensi, che nonostante non siano nelle migliori delle condizioni portano maggiore sicurezza all’allenatore piacentino. In più c’è ancora un jolly tutto da scoprire: le premesse sono buone e si spera che anche il canadese Tajon Buchanan possa davvero rivelarsi un’arma in più per i nerazzurri.

2 – Muro impenetrabile

Benjamin Pavard

C’è una similitudine con la stagione 2021/2022 riguardo proprio alla difesa. Tenendo conto della situazione registrata nella 23^ giornata di campionato di entrambe le stagioni notiamo che le classifiche sono identiche: l’Inter, infatti, si trova al primo posto e con 4 punti di distacco dalla seconda classificata. Che prima ci fosse il Milan e adesso la Juventus poco importa: l’aspetto principale è la caparbietà dell’Inter nel raggiungere sempre con maggior frequenza il picco più alto della montagna. Tuttavia non è questa la peculiarità della stagione: in effetti c’è un dato in particolare che risulta completamente diverso dall’annata 2021/2022 e quella è proprio la difesa. Il ‘muro impenetrabile’ dell’Inter odierna ha incassato solo 10 gol in 23 giornate, 7 in meno rispetto alla formazione di 2 anni fa. Un traguardo non da poco per i nerazzurri.

3 – Chi sbaglia, impara

Lautaro Martinez Supercoppa

L’esperienza insegna. Qui si può attuare lo stesso pensiero: giocatori come Nicolò BarellaAlessandro BastoniHakan CalhanogluLautaro Martinez sono stati protagonisti di quell’annata sfortunata e mai come adesso gli errori commessi in quella stagione possono insegnare tanto. È chiaro che non si può prevedere un campionato privo di scivoloni o di distrazioni, ma si dia il caso che l’esperienza pregressa può solo garantire un migliore rendimento e una maggiore attenzione ai minimi dettagli.

4 – Voglia di tricolore

inter supercoppa

È quasi inutile sottolineare come quest’immagine trasudi fame e voglia di vincere ancora. I ragazzi di Inzaghi hanno dimostrato di saper vincere e convincere, ma solo con l’arrivo dei trofei questa sensazione può essere davvero consolidata. Rispetto alla stagione 2021/2022 la sensazione di sazietà effimera può aver giocato un brutto scherzo ai nerazzurri, che davanti all’ennesimo campionato da primi in classifica avevano già pregustato il dessert. Come tutti sappiamo, questo ha solo portato un’enorme delusione e tristezza per una stagione che poteva rivelarsi meravigliosa. Ora lo Scudetto manca da ben 3 anni e, dopo aver vinto per più di una volta le coppe nazionali, il campionato è l’unico obiettivo dell’Inter.

5 – Il mister. E che mister!

Simone Inzaghi

Sarebbe stato un avvio da sogno, eppure la prima esperienza sulla panchina dell’Inter di Inzaghi si è conclusa con amarezza e delusione. Certo è che in quel momento l’ex Lazio era appena arrivato a Milano e aveva bisogno di un po’ di tempo per poter entrare in sintonia con l’ambiente. Da quel momento lì sono passati 2 anni e l’allenatore piacentino non solo ha dimostrato di poter rientrare fra i migliori allenatori in circolazione, ma è riuscito ad entrare nei cuori e nelle corde del popolo nerazzurro, guidando una squadra ottima alla perfezione e rendendola una fra le più pericolose d’Europa. Chi governa le partite e regala spettacolo sono sempre i giocatori, è vero, ma si dia il caso che un’orchestra dalle capacità sopraffine ha bisogno di un interprete altrettanto eccellente.


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Riccardo Fattorini

Riccardo Fattorini

Sono un giornalista sportivo alla ricerca di nuovi stimoli ed esperienze formative. Amo il calcio e amo poterlo raccontare in diversi modi, anche sotto il mio punto di vista.View Author posts