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Piero Volpi: “Il reparto medico oggi è importantissimo. Ecco quanti punti può garantire”

Piero Volpi, da anni ormai storico medico dell’Inter, nonché primario di ortopedia all’Humanitas, ha raccontato a Il Giorno la sua vita in nerazzurro.

Da molti anni il dottor Volpi fa parte dello staff nerazzurro ed è responsabile del settore medico. Un settore che, ad oggi, visto il numero sempre crescente di impegni stagionali è importantissimo e vale quasi quanto quello tecnico perché, a detta dello stesso, una corretta gestione dal punto di vista medico, può anche portare diversi punti in classifica.

Nell’intervista ricorda anche le parole di Luciano Spalletti che, quando sedeva sulla panchina nerazzurra, affermo che il ruolo di un medico poteva valere 6-7 punti alla fine campionato.

Volpi: “Mkhitaryan è un esempio di longevità fisico-tecnica”

Mkhitaryan dito all'orecchio

L’importanza del settore medico è confermata anche dal fatto che tra i titolarissimi nerazzurri nessuno ha avuto grossi problemi fisici, nonstante il numero di impegni ed il rischio connesso agli stessi sia più elevato che in passato: “Per noi è stata molto importante la prevenzione che ha limitato il numero di infortuni. Oggi c’è bisogno di essere attenti, hai poco tempo per allenarti e più possibilità di farti male. Dobbiamo adattarci a questo nuovo sistema del calcio, prima era meno pressante“.

Viene anche citato un giocatore dell’Inter di Inzaghi che solo nella partita disputata lo scorso Venerdì contro il Frosinone ha conosciuto la prima panchina in questa Serie A, dopo 35 presenze consecutive. Henrick Mkhitaryan è stato uno degli uomini più utilizzati dal tecnico piacentino nonostante i suoi 35 anni. L’armeno è stato elogiato dal dottor Volpi e considerato un esempio di longevità fisico-tecnica. Il segreto sta nella professionalità con cui si intraprende la carriera da calciatore: riposo, alimentazione, rispetto delle regole. Tutto sempre collegato ad una cultura sportiva appropriata. Volpi racconta anche di quanto ha conosciuto Beppe Marotta nelle giovanili del VareseEra più piccolo di me, dopo tanti anni ci siamo ritrovati all’Inter: una figura importantissima nella crescita del club“.

Da Kanu a Ronaldo ad Eriksen

ronaldo lazio inter infortunio

Spazio anche a qualche ricordo del passato, in particolare il suo pensiero va a due casi in particolare: quello che colpì il nigeriano Kanu, costretto a delle cure a causa del riscontro di una disfunzione cardiaca congenita, e quello di Ronaldo, che in nerazzurro visse il dramma dell’infortunio al tendine rotuleo. Ma ricorda anche quello di Eriksen, curato grazie agli sviluppi della tecnologia moderna anche se, a causa delle leggi stringenti in tal senso, ha poi smesso di giocare in Italia.

Volpi cita altri due calciatori. “Chi avrebbe giocato anche con una tibia rotta era Simeone. La carriera da allenatore non mi stupisce. Se parliamo di “disponibilità“, invece, dico RobertoBaggio. Ha avuto gravi infortuni da giovane, non so come abbia potuto scendere in campo con quelle ginocchia fino a 36 anni vincendo anche il Pallone d’Oro”, le parole del primario di ortopedia all’Humanitas

Infine, parole di ammirazione verso Conte e Inzaghi, gli ultimi due vincitori di uno Scudetto alla guida dei nerazzurri, considerati grandi professionisti accomunati dalla capacità di gestire il gruppo. E poi un accenno a Steven Zhang, attuale numero uno del club, considerato da Volpi un ottimo presidente in grado di elargire fiducia a tutti gli uomini con cui lavora.

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Mirko Patera

Mirko Patera