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Rigori: perché Inzaghi ha scelto Sanchez e Klaassen

L’Inter esce dalla Champions League per mano dell’Atletico Madrid, con gli spagnoli che sono riusciti a recuperare il doppio vantaggio nerazzurro, portando la partita fino ai rigori. Dagli 11 metri sono risultati decisivi i tre errori di Sanchez, Klaassen e Lautaro Martinez. 

Criticato l’allenatore dei nerazzurri Simone Inzaghi, per alcune scelte a partite in corso, a partire da una formazione eccessivamente difensivista negli ultimi minuti, fino alla scelta dei rigoristi. Proprio su quest’ultimo aspetto c’è da ragionare, perché l’Inter, al netto di Calhanoglu, non ha dei veri e propri rigoristi, e si è visto perfettamente.

Inter, ai rigori senza rigoristi

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, i nerazzurri sono arrivati alla sfida dagli 11 metri senza molti giocatori esperti nel gestire un tale livello di pressione. L’unico infallibile è Hakan Calhanoglu, che infatti è stato il primo della serie ed ha battuto Oblak. Dopo di lui ha tirato Sanchez, calciando un rigore a mezza altezza senza forza e facilmente parato dal portiere dell’Atletico Madrid. Lo storico dei rigori del cileno è impietoso: 11 sbagliati su 21 calciati nella sua carriera.

Dopo Sanchez, è andato Klaassen sul dischetto, ed anche il suo score non è dei migliori, con 5 errori su 15 rigori. La sua conclusione è stata parata da Oblak, ma era stata calciata decisamente meglio rispetto al rigore del cileno, seppur sempre a mezza altezza.

Il tutto, mentre i rigoristi dell’Atletico Madrid sono stati infallibili, ad eccezione di Saul Niguez che è stato ipnotizzato da Sommer, e Correa che ha segnato scheggiando la traversa, creando qualche brivido tra i tifosi dei Colchoneros.

Il quarto rigore dell’Inter è stati calciato da Acerbi, che ha tirato forte e centrale ed è il secondo miglior rigorista per percentuale di realizzazione della squadra in quel momento, che però ne ha calciati solo due in carriera.

A chiudere la serie ci ha pensato Lautaro Martinez, che non ha centrato neanche lo specchio della porta, probabilmente non ha saputo reggere alla pressione di un rigore decisivo, ed avrà pensato alla sua media dagli 11 metri sempre più impietosa. Da quando è arrivato all’Inter, ha sbagliato ben 8 rigori su 22 calciati.

Gli altri giocatori in rosa, non avevano praticamente mai calciato dei rigori, e pertanto Inzaghi si è affidato ai giocatori più esperti, seppur non tutti con una media positiva dal dischetto.

Quando si arriva ai rigori, sono tanti i fattori in gioco, in primis la fortuna, ma anche la freddezza e l’esperienza fanno la differenza, e queste ultime due sono mancate all’Inter, e vedendo questi numeri, non c’è neanche da sorprendersi di come sia finita.

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Emanuele Di Vitto

Emanuele Di Vitto