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La sliding door scudetto: l’avvicendamento tra Lukaku e Thuram

La più grande sorpresa di questa stagione è Thuram. Il francese ha segnato goal importanti, cosa che al suo predecessore, Lukaku, è sempre riuscita poco.

Il tradimento di Romelu Lukaku è stato una sliding door importante della stagione dell’Inter. Forse, non tutti hanno ancora sviluppato la consapevolezza di quanto sarebbero state diverse le cose con una conferma di Big Rom in rosa. Tanto per cominciare, Marcus Thuram non sarebbe stato il suo sostituito in attacco, bensì una sua riserva. Nell’undici ideale dell’Inter, almeno ad inizio stagione, ci sarebbe stato senza dubbio l’ex Chelsea. Chissà se il francese, da subentrante, avrebbe avuto lo stesso impatto devastante che ha avuto col mondo Inter.

Purtroppo è una domanda alla quale non potremo mai rispondere con certezza. Possiamo solo limitarci a leggere la storia e ad analizzarla. La maglia numero nove dell’Inter non è finita sulle spalle di Lukaku, bensì su quelle di Thuram: il risultato è stato lo scudetto.

Thuram determinante dove Lukaku mancava

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Marcus Thuram è stato in grado di mettere a segno 12 goal nella sua stagione d’esordio in Serie A. Senza dubbio un ottimo primo approccio ad un calcio complicato come quello italiano, ma a fare la reale differenza è stato il peso specifico di ogni sua rete. Spesso e volentieri il francese si è rivelato un fattore nei big match. Le sue migliori prestazioni sono arrivate proprio nelle partite più importanti. Goal, assist e giocate d’alta scuola del francese non sono mai mancati quando l’asticella si alzava. Delle 12 marcature, ben 8 sono arrivate contro squadre che occupano posizioni in classifica a partire dal decimo posto in su. Anche nel doppio confronto col Milan in campionato ha lasciato il segno. Per lui goal sia all’andata che al ritorno, uno più bello dell’altro. Anche nella partita contro la Juventus ci ha messo lo zampino. Nella gara di andata era stato capace di mettere Lautaro nelle condizioni di segnare dopo una grande cavalcata a centrocampo, in quella di ritorno la sua presenza ha portato Gatti a infilare nella propria porta il goal del definitivo 1-0 che verosimilmente ha deciso il campionato.

Insomma, Thuram quando contava non si è mai lasciato risucchiare dal campo. Era invece solito farlo il suo predecessore, Romelu Lukaku. Il belga è sempre stato aspramente criticato per il suo apporto nei big match di campionato e di coppa. Solo un anno è stato in grado di risultare importante in gare del genere, quello dello scudetto 2020/21 senza tifosi allo stadio (forse un caso, ma chissà). Ma la peculiarità di Big Rom non era solo quella di non essere decisivo quando il livello si alzava. Magari. Lukaku spesso finiva per essere dannoso per la propria squadra. Nella mente dei tifosi sono ancora impressi i goal divorati dal belga nella finale di Champions League contro il Manchester City. Lo stesso Guardiola ha ammesso che se è arrivato alla conquista della coppa dalle grandi orecchie, gran parte del merito è dei grossolani errori dell’ex Chelsea davanti alla porta.

Per scattare una foto dell’apporto di Lukaku nei big match basta tornare alla sua migliore stagione in carriera, quella del 2020/21. L’Inter si stava giocando l’accesso agli ottavi di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk e ai nerazzurri sarebbe bastata una vittoria per passare il turno. Nei minuti di recupero c’è un calcio d’angolo in favore della squadra allora allenata da Antonio Conte che viene battuto in mezzo. A svettare è Alexis Sanchez, che indirizza a colpo sicuro verso la porta. Il pallone sembra destinato ad insaccarsi in fondo alla rete ma c’è da fare i conti con l’ultimo ostacolo. Molti potrebbero pensare “beh, il portiere ovviamente“, ma invece no. Si tratta di Lukaku, inchiodato sulla linea di porta e con lo stesso sguardo verso la palla di un gatto che sta per essere investito dalla machina. La palla fu respinta dal belga e tutt’oggi resta un mistero cosa stesse facendo lì in quel momento, in fuorigioco peraltro. Alla fine la partita finì 0-0 e l’Inter venne eliminata. Potremmo citare anche l’autogol in finale di Europa League contro il Siviglia oppure un altro salvataggio sulla linea di porta avversaria, sempre nella finale contro il City, ma sarebbe accanimento.

Forse il traditore si è pentito?

A conti fatti, in estate l’affare l’ha fatto l’Inter, non Lukaku. L’addio del belga ha permesso a Simone Inzaghi di responsabilizzare Thuram fin dall’inizio. Inoltre i soldi che sarebbero stati mandati al Chelsea per l’acquisto a titolo defintivo di Big Rom sono stati girati al Bayern Monaco per Benjamin Pavard, un altro che si è rivelato discretamente importante nel corso di questa stagione. Thuram inoltre non si è rivelato essere solo un giocatore chiave, ma anche un membro importante dello spogliatoio. Con la sua allegria e col suo senso del lavoro ha conquistato tutti in pochissimo tempo. Insomma, sicuramente in casa Inter sono ben contenti di come siano andate le cose.

Chissà se invece Lukaku, in questi giorni in cui la Beneamata sta festeggiando il ventesimo titolo della sua storia, non abbia ripensato a cosa gli sia saltato in mente di fare la scorsa estate. Adesso si trova alla Roma, in evidente difficoltà e con un piede e mezzo fuori da Trigoria. La prossima estate il suo cartellino tornerà in mano al Chelsea, dove è un ospite indesiderato. Verrà svenduto a prezzo di saldo al miglior offerente, ma non è detto che le squadre interessate siano molte. Con i suoi comportamenti bambineschi si è fatto terra bruciata intorno e in Europa pochi club sono pronti a prendersi il rischio di investire denaro su di lui. Magari, se solo potesse tornare indietro, non tradirebbe ancora una volta i nerazzurri, che già una volta lo avevano perdonato e che lo avrebbero tenuto per tanti anni ancora.

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Luca Arcangeli

Luca Arcangeli