Vai al contenuto

Riforma dei campionati: summit tra FIGC e Lega Serie A

Oggi alle ore 11, presso la sede della FIGC a Roma, è andato in scena un incontro informale tra Gabriele Gravina, numero uno della Federcalcio, Gabriele Gravina, e i rappresentanti dei club di Serie A. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, questo incontro si è dimostrato lo spartiacque per un primo confronto ufficiale tra le parti, fissato per l’assemblea di Serie A del 26 gennaio.

Proposta di richiamo al passato

“E’ stato un incontro costruttivo”. Uscendo dalla sede della Federcalcio di Via Allegri a Milano, al termine di una riunione di tre ore, l’amministratore delegato dell’Inter, Beppe Marotta, ha commentato positivamente la discussione che ha visto al centro di tutto la questione relativa alla riforma dei campionati. I rappresentanti dei club di Serie A, accompagnati dal presidente della Lega, Lorenzo Casini, hanno intavolato la discussione sulla riorganizzazione delle competizioni e non solo; anche di un “insieme di riforme che riguardano il calcio professionistico in generale” come aggiunto dall’ad del Bologna, Claudio Fenucci che conclude: “È stato un incontro molto utile, che continuerà nei prossimi giorni. Quando? Nell’assemblea di A del 26 gennaio con Gravina”.

Lo stesso presidente federale, coadiuvato da Casini e dai vertici dei club, ha discusso in particolare di una drastica riduzione del numero delle squadre professionistiche che attualmente hanno raggiunto le 100 unità, divise tra Serie A, B e C. L’obiettivo del progetto è fare ritorno ai campionati a 18 squadre, con la modifica che andrebbe a interessare tutti i tornei. Così come la massima categoria, anche la SerieB e la Serie C passerebbero a 18 club, con quest’ultima che andrebbe a subire le peggiori conseguenze poiché il proprio bacino comprende ben 60 società, divise per questioni territoriali in tre gironi. Per evitare un possibile inasprimento del malcontento, l’ipotesi sul tavolo sarebbe quella di una reintroduzione della Serie C2 come torneo semiprofessionistico.

Le posizioni prese dalle varie società all’interno della Lega sono ancora distanti, infatti se le big si sono dimostrate favorevoli a una riduzione del numero dei partecipanti alla Serie A, poiché ciò aiuterebbe a far fronte ai nuovi e numerosi impegni delle prossime stagioni, tra cui la Champions League allargata a 36 squadre e il Mondiale per Club a 32, di contro, le medio-piccole realtà del campionato, puntano, in maniera più che ovvia, a mantenere l’attuale format a 20 partecipanti al fine di non vedersi penalizzate e perdere così il proprio prestigio. Il prossimo incontro, fissato in agenda per Venerdì 26 Gennaio, fungerà da ulteriore mezzo di chiarimento per la Serie A a 18 squadre, con Gravina che ha messo nel mirino un’altra data, l’11 marzo, giorno della riunione straordinaria del Consiglio federale, dove la stessa Lega, per vedere avverarsi le condizioni favorevoli all’introduzione della rivoluzione dovrà necessariamente raggiungere una maggioranza qualificata con almeno 14 voti favorevoli, obiettivo che al momento appare complicato da raggiungere anche se l’obiettivo di tutti è di trovare una soluzione condivisa da qui ai prossimi due mesi.

La proposta, se accettata e nuovamente introdotta, riporterebbe l’orologio del calcio italiano indietro di ben venticinque stagioni. Precisamente al 16 maggio, campionato 2003-2004, quando, in coincidenza dell’addio al calcio giocato di Roberto Baggio, andò in scena l’ultima giornata dell’ultima stagione in cui il massimo torneo di Serie A prese il via con ai blocchi di partenza 18 squadre. In conseguenza del caso Catania, che aumentò le promozioni in massima serie dalla B a sei, con la sesta che andrà a giocare lo spareggio con la quartultima classificata della massima categoria seppur per una sola stagione, la Serie A assunse i connotati attuali a 20 squadre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianmarco Vella

Gianmarco Vella