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Tutti i segreti della difesa nerazzurra, bunker in Italia ed Europa

La difesa nerazzurra, un bunker. Lo abbiamo sentito dire così tante volte che probabilmente è vero: con gli attaccanti forti si vincono le partite, ma è con le migliori difese che si vincono i campionati. Quest’anno l’Inter lo sa bene e finalmente ha una posizione di classifica che dà merito al capolavoro che Inzaghi ha saputo fare della sua squadra, sotto gli occhi di tutti non solo per la bellezza delle sue giocate e dei suoi gol (in Italia l’Inter è il miglior attacco del campionato con 59 gol fatti) ma anche per la solidità difensiva che in 34 gare giocate ha ottenuto 21 clean sheet.

La Gazzetta dello Sport in edicola oggi mette a confronto la difesa dello scorso anno con quella attuale, svelando poi i segreti della retroguardia interista che non solo martedì ha concesso 0 tiri in porta all’Atletico, ma si è spesso mostrata anche come prima interprete offensiva della manovra di Inzaghi, con Pavard e Bastoni che a turno si sganciavano per costruire e aggredire gli spazi.

I segreti della difesa nerazzurra

Bastoni gol Olimpico

Come sottolinea la rosea, nella sfida contro l’Atletico è rimasto impresso come i tre difensori centrali fossero più alti rispetto alla linea di centrocampo formata da Darmian, Barella, Chalanoglu e Dimarco, chiaro segnale del capolavoro di Inzaghi, artefice di meccanismi che i suoi ragazzi conoscono a memoria e per mezzo dei quali sanno ormai sostituirsi ai compagni senza perdere gli equilibri di squadra. Gli attaccanti diventano i primi difensori e viceversa, la squadra rimane sempre corta e, quando si sganciano le mezzali o gli esterni, ecco subito pronta la copertura dei compagni.

La più importante mossa tattica di Inzaghi è sicuramente stata quella dei braccetti, su cui ha lavorato sin dall’inizio e che ora sono una certezza e un punto di forza della sua Inter. Nel primo anno dell’ex Lazio a Milano era Milan Skriniar a staccarsi durante i calci piazzati per imporsi con la sua fisicità e lo stesso slovacco a spingere quando Brozovic si abbassava in costruzione. Oggi è l’intero gruppo a partecipare a questi meccanismi. Pavard, che con insistenza da qualche giornata ormai sta cercando di segnare il suo primo gol in nerazzurro, è spesso l’uomo in più durante la fase offensiva dell’Inter, negli occhi di tutti con la sforbiciata che propizia l’autogol di Gatti contro la Juve o la rovesciata di poco alta sopra la traversa contro l’Atletico martedì. Bastoni, asso nei lanci lunghi e nei cambi di gioco, a Roma ha chiuso al 92′ la partita con un gol da centravanti.

E poi c’è Sommer, che nelle ultime due partite dei nerazzurri è stato spettatore non pagante. Con lui in porta l’Inter ha incassato appena 12 gol, di cui 6 contro Sassuolo, Bologna e Roma, a dimostrazione di quanto la squadra sia solida e di buone qualità anche nei suoi uomini in panchina.

Proprio tra le riserve difensive l’Inter trova la sua forza: forse l’unico ad essere insostituibile per le sue caratteristiche è Bastoni, ma come braccetti di sinistra possono essere impiegati sia Acerbi che Carlos Augusto, per non dimenticare anche Dimarco, mentre a destra Bisseck (in gol contro il Lecce all’andata) aveva sostituito con buone prestazioni Pavard. Ora che Acerbi sarà fermo ai box, De Vrij ricopre il suo posto e lo ha fatto finora con prestazioni sontuose che non fanno certo sentire la mancanza del suo compagno ex Lazio.

Insomma, chiunque sia stato chiamato in causa a difendere la porta nerazzurra ha sempre risposto con ottime prestazioni, tant’è vero che nonostante i vari infortuni, e dopo un’estate in cui la retroguardia sembrava proprio il reparto con maggiori difficoltà, il bunker nerazzurro è un maestoso lavoro collettivo ammirato in tutta Europa. E non solo perché difende e come difende, ma anche per il suo vizio del gol.

Se dovessimo pensare ad un gol della difesa nerazzurra, penseremmo tutti immediatamente al capolavoro di Dimarco contro il Frosinone o al gol di Bastoni a Roma qualche giornata fa. Questo perché Inzaghi spesso manda i suoi difensori in avanti come esca, per sottrarre o confondere un difensore avversario (come successo grazie alla posizione di Dimarco nella sfida contro la Juventus) oppure li fa primi incursori durante la fase offensiva e grazie alle qualità tecniche non è raro che ci scappi un gol.

Bisseck aveva trovato il gol contro il Lecce, prima del rientro a pieno regime di Pavard, confermando così un ottimo percorso di crescita che ha fatto di lui una riserva di riferimento, Acerbi a Roma ha sbloccato il match con il suo secondo gol stagionale, Bastoni ha chiuso i giochi invece trovando la sua prima rete, per non parlare degli esterni che insieme hanno collezionato 7 gol (solo Darmian, uomo scudetto di Conte, a segno contro Cagliari e Verona nelle sfide decisive per il diciannovesimo, è a secco di gol per ora) e del francese ex Bayern Pavard, che ogni domenica prova con insistenza a finire sul tabellone dei marcatori senza però esserci ancora riuscito (l’occasione più clamorosa è stata il palo contro la Roma all’Olimpico).

De Vrij è l’unico difensore a non avere ancora segnato nemmeno un gol, ma potrebbe essere solo questione di tempo, le qualità per farlo le ha e lo ha dimostrato spesso.

Quando un bunker diventa anche la prima arma d’assalto, per i nemici resta davvero poco da fare. L’Inter questo lo sa e lo sanno bene anche le sue avversarie, uscite spesso dai confronti con la capolista con le ossa rotte.

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Alessia Lazzaroni

Alessia Lazzaroni