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Udinese-Inter 2-3, stagione 2009/2010: quando Balotelli, Maicon e Milito sbancarono Udine

L’Inter si appresta a viaggiare a Udine per continuare la marcia finale verso lo scudetto in uno stadio che nel 2010 è stato teatro di una grande gara.

Dalle manette contro la Sampdoria alle manette messe ai polsi del Chelsea, battuto 2-1 in Champions League. Così l’Inter, il 28 febbraio 2010, si presentò sul terreno del vecchio Stadio Friuli di Udine dove si trovò ad affrontare una partita cruciale contro l’Udinese in chiave scudetto a seguito della brillante vittoria nell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Chelsea. Tuttavia, la situazione con cui i nerazzurri si presentarono alla ventiseiesima giornata di campionato era tutt’altro che rosea, con diversi giocatori fermi per infortunio, squalifica e un livello energetico complessivamente basso dovuto agli impegni europei. 

Alcune decisioni tattiche furono dettate dalla necessità: Thiago Motta venne schierato come difensore centrale accanto a Lucio, mentre Mariga ricevette la sua prima maglia da titolare a centrocampo. A complicare ulteriormente le cose, la squalifica di José Mourinho, emessa dal Giudice Sportivo a seguito dei fatti di Inter-Sampdoria in cui il tecnico di Setubal si rese protagonista del celebre gesto delle manette per contestare la direzione di gara dell’arbitro Tagliavento, dopo le espulsioni nei primi 45 minuti di Walter Samuel e Ivan Ramiro Cordoba. 

Inter “due facce”

mario-balotelli-gol-udinese-inter

Sotto una leggera pioggia, il match inizia con l’Udinese che dopo un minuto scarso va subito in vantaggio grazie a un dialogo serrato tra Cuadrado e Di Natale che con una giocata sensazionale spalanca le porte dell’area dell’Inter a Simone Pepe che infila in uscita Julio Cesar. L’Inter non resta a guardare e dopo due minuti perviene al pareggio grazie a un bolide di Mario Balotelli che prende la mira e infila Handanovic dalla distanza, riportando la gara in parità dopo meno di quattro minuti. Galvanizzati dal gol del pareggio, i ragazzi di Mourinho, sostituito per l’occasione in panchina da Beppe Baresi, l’Inter inizia a esprimersi con un gioco vibrante e aggressivo, cercando di colpire soprattutto da calcio da fermo con Sneijder e lo stesso Balotelli. La gara vede il proprio pendolo oscillare tra l’una e l’altra squadra fino al 20’ quando Milito e Pandev costruiscono l’azione perfetta per mandare al gol Maicon, arrivato in perfetta sovrapposizione sulla destra, con un tiro al volo che porta avanti 2-1 la squadra nerazzurra. Poco prima dell’intervallo, è il turno proprio di Milito a mettere il suo nome sul tabellino dei marcatori con un colpo di testa preciso, portando l’Inter sul 3-1 al 45′.

Nel secondo tempo, la stanchezza comincia a farsi sentire. Le fatiche del mercoledì di Champions League presentano il conto all’Inter che inizia a perdere di intensità e lasciare spazio all’Udinese. La supremazia dei padroni di casa diventa sempre più netta con i ragazzi di Mourinho ingabbiati nella propria meta campo e incapaci di creare occasioni per tutto il secondo tempo. Le cose si complicano al minuto numero sei quando la punizione di Di Natale viene intercettata con il braccio da Balotelli causando il rigore che il capitano dell’Udinese trasforma per il 19°gol in campionato e che porta la gara sul 2-3. La partita è un monologo friulano: l’Inter non reagisce e Julio Cesar deve prima salvare ancora su Di Natale e poi sul colpo di testa ravvicinato di Alexis Sanchez che anticipano il cardiopalma dei minuti finali. Un altro futuro nerazzurro, Juan Cuadrado, manca incredibilmente il gol a due metri dalla porta e nell’ultimo secondo di gara, il destro deviato di Inler sbatte sulla traversa e anticipa il triplice fischio del Sig. Bergonzi che chiude le ostilità e consegna all’Inter una vittoria di assoluta importanza, fatta di forza spaventosa prima, affanni, sacrificio e fortuna poi. Indiscutibilmente, una delle partite simbolo dell’anno del Triplete.

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Gianmarco Vella

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