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L’UEFA dà il via alla squad cost rule: cos’è e quali saranno le conseguenze per l’Inter

UEFA squad cost rule. Sono ormai passati tanti anni da quel settembre del 2009 in cui fu istituito dall’UEFA il Fair Play Finanziario, anche meglio conosciuto come FFP. L’obiettivo era quello di garantire la sostenibilità dei club partecipanti alle competizioni UEFA, risanandone i bilanci.

La nuova regola avrebbe anche dovuto aumentare la competitività dei piccoli club, che non si sarebbero più dovuti scontrare con i budget faraonici delle big del calcio europeo. Gli effetti tuttavia non sono stati quelli sperati. Nel corso degli anni è stato possibile constatare come la nuova norma non abbia fatto altro che ampliare il gap tra piccoli e grandi club, impoverendo i primi e arricchendo ulteriormente i secondi. Da questo problema è nata l’esigenza da parte dell’UEFA di modificare la norma, in modo da centrare gli obiettivi prestabiliti nel momento della costituzione del FFP. Ecco dunque che viene alla luce la squad cost rule, che stabilisce i nuovi parametri che dovranno rispettare i club aderenti all’organizzazione.

UEFA squad cost rule: cos’è e quando entrerà in vigore

Logo della Uefa

La graduale implementazione dell’UEFA squad cost rule è in realtà già in atto. La stagione attualmente in corso è la prima in cui le squadre devono rispettare le logiche imposte dalla nuova norma. Secondo quanto stabilito, nel corso del 2023/24 il rapporto tra i costi e i ricavi di ogni singolo club si deve assestare al di sotto del 90%. Tale valore limite verrà ridotto ulteriormente nel corso delle prossime due annate. Nel 2024/25 la quota dovrà essere al massimo dell’80%, mentre nel 2025/26 si arriverà a toccare il 70%. Proprio quest’ultima percentuale rappresenterà poi la definitiva, che diventerà il valore di riferimento negli anni avvenire.

Cosa succederà all’Inter?

L’Inter può dormire sogni sereni rispetto all’UEFA squad cost rule. Nel corso degli scorsi anni i costi sono stati ridimensionati notevolmente di anno in anno. Attualmente il rapporto tra costi e ricavi del club si posiziona attorno al 60%. I nerazzurri sarebbero dunque già addirittura in linea con le specifiche richieste a partire dalla stagione 2025/26.

Inoltre nel 2025 l’Inter parteciperà al primo mondiale per club nel nuovo formato. La sola presenza alla manifestazione garantirà al club di Viale della Liberazione visibilità e guadagni da capogiro, fattori che sicuramente andranno ad impattare in maniera consistentemente positiva i ricavi. In base a quanto stabilito dall’UEFA dunque, la squadra potrebbe persino permettersi qualche sfizio in sede di calciomercato a partire dai prossimi anni. Ciò dipenderà principalmente dalla volontà della proprietà di investire capitale.

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Luca Arcangeli

Luca Arcangeli