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Il 22 Maggio del 2010 l’Inter entrava di diritto nella storia del calcio italiano. Nasceva il Triplete

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Oggi ricade il quattordicesimo anniversario del Triplete dell’Inter: il 22 maggio 2010, Milito consegnava la Champions ai nerazzurri di José Mourinho.

Ci sono squadre che sono entrate nella storia del calcio. Recentemente, uno storico traguardo messo a segno è quello della seconda stella dell’Inter: il ventesimo Scudetto conquistato dopo una stagione straordinaria al termine di un derby di Milano (la prima volta per il calcio italiano).

Ed è proprio la compagine nerazzurra a poter festeggiare una ricorrenza che appartiene alla storia del calcio. Il 22 maggio 2010, infatti, l’Inter vinceva la sua terza Champions League che gli avrebbe consegnato il “Triplete“, ovvero la vittoria dei tre principali trofei in una stagione (campionato, coppa nazionale e, appunto, la Champions).

Sono passati 14 anni dalla “notte di Madrid” che concludeva la stagione vincente del Biscione sotto la guida tecnica di José Mourinho. Ancora dopo tutto questo tempo, i momenti della vittoria del treble sono indelebili e ben scolpiti nella memoria di ogni tifoso nerazzurro e pure avversario. Perché il Triplete dell’Inter rimane ancora l’unico del calcio italiano – nonostante i tentativi di una Juventus che per nove anni ha dominato in Italia, ma incontrando sempre la sconfitta in teatri europei.

Una data che ricorderemo per sempre. Una finale che l’Inter dello “Special One” ha ottenuto affrontando Chelsea e CSKA Mosca, rispettivamente agli ottavi e ai quarti, per poi passare dalla leggendaria semifinale contro il Barcellona di Pep Guardiola (con la vittoria a San Siro e l’eroica resistenza in 10 al Camp Nou). Questo il cammino che ha portato i nerazzurri ad affrontare il Bayern Monaco di Louis van Gaal nella fantastica cornice del Bernabeu di Madrid.

Le due squadre arrivavano alla partita con l’obiettivo di conquistare il Triplete: mentre i bavaresi archiviavano campionato e coppa tedesca, l’Inter vinceva la Coppa Italia contro la Roma (il 5 maggio) e il diciottesimo Scudetto nella partita contro il Siena (16 maggio), in entrambi i casi con il timbro del principe Diego Milito.

Sarà lo stesso argentino a caricarsi sulle spalle l’Inter per l’ultima partita stagionale, la più importante. Suoi i gol che mandano k.o. Robben e compagni, e fanno diventare il principe “Re nella notte di Madrid” (ricordando l’emozionante e storica telecronaca di Massimo Marianella per Sky Sport). Grazie alle due reti di Milito, alla visione di Sneijder, alla benzina e alla classe di Eto’o, ma anche alla solidità difensiva di Samuel e Lucio e le parate di Julio Cesar, la Beneamata vince la sua terza “coppa dalle grandi orecchie”.

Rimangono indelebili anche le immagini di festa, tra le lacrime dei tifosi e degli stessi giocatori, come il capitano Javier Zanetti che ha alzato la Champions League per l’Inter di Massimo Moratti dopo 45 anni dall’ultima – nel ’64/’65, con la Grande Inter di Herrera sotto la presidenza di Angelo Moratti.

Dopo 14 anni, si continua a ricordare quel momento che nessuno potrà mai togliere al popolo interista, che può vantare un posto unico nel campionato nostrano: l’Inter è ancora oggi l’unica squadra italiana ad aver vinto il Triplete.

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Samuele Amato

Samuele Amato

Classe '97, follemente addicted ai colori nerazzurri, alla musica e alla filosofia.View Author posts