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Dalla prima alla seconda stella: lo Scudetto numero 18

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Siamo finalmente giunti alla stagione 2009/2010, quella contraddistinta da uno dei risultati sportivi più importanti ottenuti da una squadra italiana: il Triplete.

Il secondo anno con in panchina il tecnico portoghese Josè Mourinho parte da un calciomercato scoppiettante, di quelli che in realtà non ci si aspetta. Ibrahimovic, l’uomo che ha firmato gli ultimi scudetti della Beneamata, decide di lasciare la squadra milanese desideroso di provare a vincere la coppa dalle grandi orecchie. La Champions League è diventata la sua ossessione negli ultimi anni e, viste le debacle calcistiche in europa dagli uomini allenati da Mancini prima, e Mourinho poi, decide di accasarsi nella squadra che, in quegli anni, dominava letteralmente il palcoscenico europeo: il Barcellona di Pep Guardiola, Messi, Xavi, Iniesta ed Eto’o, che tra l’altro è anche la squadra detentrice del titolo.

ibrahimovic etoo inter barcellona

Mourinho non si oppone a questa sua decisione, ma in cambio chiede alla squadra catalana il sacrificio di Samuel Eto’o. L’attaccante camerunense, che come primo contatto riceverà un sms da Marco Materazzi con su scritto “Se vieni tu all’Inter vinciamo tutto” (come racconterà qualche anno più tardi durante un’intervista), sarà il nuovo numero 9 nerazzurro e sarà anche uno dei protagonisti indiscussi di una stagione che diventerà memorabile. Al suo fianco l’Inter piazza un attaccante che arriva dalla provincia ma che fa del fiuto del gol la sua arma migliore. Argentino come Javier Zanetti, Cambiasso e Samuel, viene finalmente considerato pronto per il definitivo salto di qualità. Diego Milito, il Principe del Bernal come viene soprannominato, ha da sempre fatto gol a raffica in tutte le squadre in cui ha militato e Mourinho sà benissimo che questo innesto può essere decisivo per le trame di gioco della sua Inter. Ma non basta, perchè dal Genoa arriva anche un’altro giocatore che darà il suo grande contributo alla causa nerazzura: Thiago Motta. A rendere incredibile l’unidici a disposizione del portoghese, ci pensano poi Lucio e Snejider, entrambi arrivati da seconde linee delle loro squadre di provenienza ma divenuti nel tempo fondamentali per lo schema tattico di Mou.

L’Inter è così pronta a dare l’assalto all’ennesimo scudetto ma, questa volta, vuol fare strada anche in europa e pensa di avere tutte le carte in regola per poterlo fare.

Inizia la stagione ma si registra subito una sconfitta

La stagione si apre l’8 agosto 2009 e Mourinho e i suoi registrano subito la prima sconfitta stagionale, con conseguente coppa sfumata: si tratta della finale di Supercoppa italiana disputata allo Stadio nazionale di Pechino contro la Lazio. La rete di Eto’o, in gol all’esordio assoluto con la nuova maglia, tenta di riaprire una partita che si era già indirizzata nel binario giusto per i biancocelesti con il doppio vantaggio firmato da Matuzalém e Rocchi. Ma questo non è sufficiente: l’Inter incassa la prima sconfitta stagionale e perde di vista il primo obiettivo dichiarato, la strada appare subito in salita.

matuzalem rocchi lazio inter

Il campionato inizia come i precedenti due con un pareggio: il neopromosso Bari ferma i campioni d’Italia in carica sul risultato di 1 a 1. Ma la partita successiva è già tempo di derby, con i nerazzurri che stravincono con un netto 4 a 0 grazie alle reti di Motta, Milito, Maicon e Stankovic, il quale realizza un gol straordinario da fuori area all’incrocio dei pali. Il gioco spumeggiante dei nerazzurri fa ben sperare per il prosieguo della stagione, siamo ancora all’inizio, è vero, ma i ragazzi di Mourinho trasmettono sensazioni più che positive. All’ottava giornata l’Inter è già prima in solitaria in classifica e con i 16 punti nei successivi 6 turni allunga sulle dirette concorrenti. Nonostante la sconfitta contro la Juventus alla quindicesima giornata conserva la vetta della classifica fino al termine del girone d’andata, laureandosi “campione d’inverno” davanti al Milan, distante otto punti.

Nel frattempo arriva la qualificazione agli ottavi di Champions League al termine di un girone complicato che vedeva l’Inter inserita nel gruppo F assieme ai campioni in carica del Barcellona, alla Dinamo Kiev e al Rubin Kazan. Nelle prime tre giornate i nerazzurri riescono a totalizzare solo 3 punti per effetto di altrettanti pareggi: 0-0 casalingo con gli spagnoli, 1-1 sul campo dei russi (con rete di Stanković) e 2-2 con gli ucraini al Meazza (ancora con Stanković e, poi, con Samuel). Al quarto turno va in scena un incontro decisivo per il prosieguo del cammino europeo: sotto di un gol sul campo della Dinamo Kiev, l’Inter ribalta la situazione con Milito e Sneijder nei minuti finali della gara. Il segnale che tutti gli interisti attendevano era finalmente arrivato: dopo l’enorme sofferenza l’Inter è ancora in corsa per superare il turno. La successiva sconfitta per 2-0 al Camp Nou costringe la squadra nerazzurra a vincere l’ultima gara in programma il 9 dicembre al Meazza contro il Rubin Kazan: le reti di Eto’o e Balotelli valgono la qualificazione al turno successivo alle spalle, proprio, del Barcellona dell’ex Ibrahimovic.

sneijder inter dinamo kiev

Alla 20ª giornata il vantaggio sul secondo posto si riduce a 6 punti a causa del pareggio sul campo del Bari (bestia nera dei nerazzurri in quell’annata) e alla vittoria del Milan sul Siena. Nel turno successivo, però, il calendario propone proprio lo scontro diretto tra le due rivali: l’Inter vince per 2-0 grazie a Milito e Pandev e si riporta a 9 punti di distanza dai rossoneri. Saranno le 4 partite successive, però, a scombinare un pò i piani. L’Inter infatti mette in cascina solo 6 punti sui 12 disponibili mentre le avversarie, complice una striscia di risultati utili consecutivi, si avvicinano prepotentemente alla vetta. In particolare la Roma, tra tutte le inseguitrici, si porta a soli 5 punti dai nerazzurri che sono anche distratti dall’imminente impegno europeo.

La squadra di Mourinho negli ottavi di finale di Champions League deve fronteggiare il Chelsea: la gara di andata al Meazza termina per 2-1 in favore dell’Inter, che va a segno con Milito e Cambiasso dopo il momentaneo pareggio di Kalou. Al ritorno a Stamford Bridge l’Inter esce vittoriosa grazie alla rete di Eto’o ottenendo la prima affermazione in terra inglese a distanza di sette anni dal 3-0 in casa dell’Arsenal e contestualmente stacca il pass per i quarti di finale.

In campionato, il Milan risale fino a un punto dalla vetta per effetto delle vittorie contro Fiorentina nel recupero e Chievo e della contemporanea sconfitta dell’Inter col Catania. Il botta e risposta tra le milanesi e la Roma è incredibile e proprio lo scontro diretto all’Olimpico tra Inter e Roma, con i giallorossi vittoriosi per 2 a 1 riduce il vantaggio dei nerazzurri ad un solo punto.

Nei quarti di finale di Champions League, l’Inter è attesa dal CSKA Mosca: i nerazzurri hanno la meglio per 1-0 all’andata, con rete del solito Milito, e si impongono con lo stesso risultato a Mosca, grazie ad un’altra perla di Sneijder. L’Inter approda così alle semifinali della competizione dopo 7 anni dall’ultima volta.

Nel frattempo però ci si rituffa sul campionato. I nerazzurri non vanno oltre il 2-2 con la Fiorentina permettendo alla Roma di effettuare il sorpasso in vetta. Il primato dei giallorossi dura poco perché alla 35ª giornata l’Inter vince in rimonta con l’Atalanta e approfitta della sconfitta della Roma con la Sampdoria per portarsi a due punti di vantaggio. Siamo alle battute finali del mese di Aprile, dove l’Inter riesce a superare il Barcellona con un ritorno di grande resistenza al Camp Nou: incredibile sarà il sacrificio e la difesa del 3 a 1 conquistato a San Siro nella gara di andata. Mourinho e i suoi si aggrappano fortemente a quel sogno chiamato finale e resistono in inferiorità numerica per buona parte della gara a causa dell’espulsione di Motta nei minuti iniziali del match. L’Inter conquista il pass per la finale che disputerà a distanza di 38 anni dall’ultima volta.

Il mese di Maggio: dal nulla a tutto

Il 5 maggio 2010 allo Stadio Olimpico di Roma si gioca la finale di Coppa Italia, a cui i nerazzurri arrivano per la dodicesima volta nella loro storia. Il mese di Maggio può considerarsi a tutti gli effetti il mese di Diego Milito. L’attaccante argentino, arrivato in estate per compensare i gol mancanti derivanti dall’addio di Ibrahimovic, mette a segno il gol decisivo nella finale che consente ai nerazzurri di battere la Roma e conquistare il sesto successo nella competizione. E UNA! Titolano i giornali.

coppa italia 2010 inter

In campionato, mancano solo 3 partite e la marcia dell’Inter prosegue inarrestabile fino al 16 maggio successivo quando è in programma la giornata conclusiva del torneo. Ai nerazzurri serve una vittoria contro il Siena per mantenere il vantaggio di due punti sui giallorossi e la vittoria arriva grazie al gol, indovinate un pò, di Diego Milito. L’Inter conquista così lo scudetto numero diciotto della sua storia (nonché il quinto consecutivo). Ancora Siena, ancora il bomber di stagione, ancora un titolo nazionale. E DUE! Titolano i giornali il giorno seguente.

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Il 22 maggio allo Stadio Santiago Bernabéu di Madrid va poi in scena l’atto finale della massima competizione europea: Milito, con una rete per tempo, fissa il risultato sul 2-0 e regala all’Inter la conseguente vittoria del trofeo. I nerazzurri, nel giro di soli 17 giorni, diventano la prima squadra nella storia del calcio italiano a centrare il Triplete vincendo nella stessa stagione campionato, coppa nazionale e Champions League. E TRE!

champions league 2010 inter

Per qualsiasi interista è l’apoteosi, l’anno perfetto, la stagione irripetibile: Milito, Thiago Motta, Lucio, Sneijder e Samuel Eto’o fanno toccare il cielo con un dito a tutti i tifosi della Beneamata. La stagione è incredibile e l’Inter continua la sua marcia verso la seconda stella.

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Carmen Zappavigna

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