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Segreti di difese granitiche: le strategie di Inter e Juventus

La fase difensiva è sempre stata una prerogativa fondamentale del calcio italiano. Le grandi squadre, compresi i collettivi del passato, hanno costruito sul fondamento difensivo le più grandi vittorie, tramandando nel corso degli anni la mentalità della difesa organizzata come chiave per il successo. Il campionato di Serie A ne è un esempio: un nuovo tentativo di fuga dell’Inter contro l’ennesimo tentativo della Juventus di mantenersi aggrappata al treno tricolore. Il tutto con numeri da capogiro, soprattutto a livello difensivo dove Inzaghi e Allegri continuano a collezionare segnali positivi.

Difese forti, affini e innovative

Le difese nerazzurre e bianconere sono le meno perforate del campionato: 10 reti subite dai ragazzi di Inzaghi contro le 13 della banda di Allegri, e per quantità di partite chiuse a porta imbattuta, Sommer ha tenuto la rete inviolata per 13 volte seguito a una sola lunghezza da Szczęsny. Se si considera che l’Inter, contrariamente all’attacco della Vecchia Signora, ha messo a referto 50 gol in Serie A fino a oggi, dato che la rende la migliore a livello offensivo nei cinque campionati principali d’Europa, emerge un dato chiaro: la base dei successi nerazzurri poggia sulla solidità difensiva.

Come riportato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Inter e Juventus rivelano notevoli somiglianze e adattamenti tattici mirati, con entrambe le squadre che si affidano a una solida linea di tre centrali davanti ai rispettivi portieri. Un elemento eterogeneo emerge tra gli estremi difensori Yann Sommer e Wojciech Szczęsny. Il portiere svizzero è come se utilizzasse una bussola per il senso del piazzamento, posizionato e calcolato. D’altra parte, il numero 1 bianconera, con una struttura fisica più alta e robusta rispetto a quella di Sommer, mostra maggiore propensione alla spericolatezza dettata dalla sua grande fiducia nei propri mezzi.

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Nella catena titolare dell’Inter formata da Pavard, Acerbi e Bastoni e nella “collana” difensiva della Juventus, composta da Gatti, Bremer e Danilo, nel corso della stagione sono emerse similitudini sia nei movimenti difensivi sia nella costruzione del gioco dal basso dove Bastoni e Danilo mutano la loro posizione trasformandosi occasionalmente in soluzioni offensive aggiunte, il primo con un sinistro preciso e propositivo nelle incursioni sulla fascia mentre il secondo predilige una posizione più arretrata dettata dall’abilità nel limitare le ripartenze avversarie.

Una difesa granitica come quella di Inter e Juventus non può funzionare senza i cosiddetti “braccetti di difesa”: sul lato destro Inzaghi può contare su un campione del mondo, d’europa ed ex Bayern Monaco come Benjamin Pavard mentre Allegri schiererà in analogo ruolo la fisicità di Federico Gatti, con il francese ancora a caccia della prima rete in maglia nerazzurra, gioia già assaporata dal giovane collega di reparto avversario a quota tre. Il centro della difesa, il cuore delle mura di cinta che si ergeranno a San Siro domenica sera, verrà presidiato da due elementi imprescindibili, l’esperienza contro la baldanza della gioventù, Francesco Acerbi contro Gleison Bremer, che ha acceso la vigilia dichiarando di aver scelto la parte giusta

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Gianmarco Vella

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