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La solitudine dei numeri 10: Lautaro tra critiche e gol

C’è una maglia con un numero che ha sempre affascinato ed è amata dai tifosi di tutte le età. Il numero 10 nel calcio è sempre stato simbolo del genio e del campione, rappresentando un qualcosa di romantico di questo sport. La storia ha dato al mondo dei 10 che sono diventati delle leggende: da Diego Armando Maradona a Lionel Messi, da Roberto Baggio a Francesco Totti, da Pelé a Ronaldinho.

Ma i tempi vanno avanti e i 10 si susseguono, non senza una certa difficoltà. Perché quel numero pesa davvero tanto, quasi come se fosse una “spada di Damocle” sulla testa dei giocatori, un pericolo ed un presagio nefasto.. ma di critiche. E questo lo sa bene lo stesso Lautaro Martinez, il 10 e capitano nerazzurro, che in una stagione incredibile sta ora affrontando un periodo sottotono (sia nella nazionale albiceleste che nell’Inter).

I numeri di Lautaro contro le critiche

Lautaro Martinez ora e nelle sue passate maglie dell'Inter

Impegnato nella sosta nazionali, il Toro di Bahìa Blanca ha giocato 90 minuti da titolare con la sua Argentina, è stato autore dell’assist del definitivo 3 a 0 di Lo Celso ai danni del El Salvador. Nel post-partita è stato poi intervistato dall’emittente televisiva TyC Sports, rispondendo alle critiche che aveva ricevuto per non segnare molto con la maglietta albiceleste.

Lautaro Martinez non segna con la maglia dell’Argentina dalla partita contro l’Honduras del 22 settembre 2022, amichevole che precedeva di due mesi gli impegni del Mondiale in Qatar, vinto dalla Seleccion di Lionel Messi. In quel Mondiale, il Toro nerazzurro ha giocato poco, per via di vari fastidi fisici, ma si è sempre fatto trovare pronto (suo il gol decisivo ai rigori ai quarti di finale contro l’Olanda).

Chi veste la 10 nel calcio porta con e su di sé aspettative e attenzioni maggiori. Soprattutto quando ci si ritaglia anche un ruolo tra i top attaccanti dello scenario europeo e mondiale: cosa che Lautaro ha fatto e sta continuando a fare, vincendo trofei e facendo gol con la maglia dell’Inter. Questione che, però, a volte le piazze mediatiche dimenticano e condannano l’argentino nerazzurro a feroci critiche.

Un periodo non certo impeccabile per Lautaro. Nonostante il campionato che sembra essere sulla via dell’archiviazione con la vittoria finale dell’Inter, il capitano ha dovuto affrontare la delusione dell’eliminazione agli ottavi di Champions League, quando ha sbagliato il rigore finale contro l’Atletico Madrid. In effetti, il Toro di Bahìa Blanca non segna ormai da quasi un mese: l’ultimo gol è stato siglato nel recupero di Inter-Atalanta, nel 4 a 0 per i nerazzurri meneghini del 28 febbraio.

Ma non è dallo sbagliare un calcio di rigore o dal non segnare continuamente che si giudica un giocatore, canterebbe Francesco De Gregori: “Un giocatore lo vedi dal coraggio / dall’altruismo e dalla fantasia“. Perché Lautaro ha tutte queste qualità, che ha dimostrato in questa stagione e in quelle precedenti. Con tanta qualità e, a discapito delle critiche e dei periodi no, con tanti gol e trofei.

Quest’anno, da capitano dell’Inter, sta trascinando la squadra verso lo storico obiettivo del ventesimo Scudetto, quello della seconda stella. In un’annata che potrebbe far coincidere tricolore sul petto con il titolo di capocannoniere: perché, nonostante il “non segna mai“, Lautaro Martinez è attualmente primo (come i nerazzurri in campionato) nella classifica dei marcatori di Serie A con 23 gol all’attivo. Il Toro è stato ed è decisivo in questi anni interisti: suo il gol che ha regalato il primo trofeo della stagione, nella finale della Supercoppa Italiana contro il Napoli. E se non lo fa con i gol, lo fa con gli assist e le giocate che aprono il campo alle transizioni offensive dell’Inter di Simone Inzaghi.

Su di lui pesano la fascia da capitano – che sta rispettando in maniera esemplare – e quel numero 10 che lo porta ad essere “solo”. Lautaro sa che su di lui ci sono attenzioni diverse, perché si è fatto carico dell’Inter: ma sa anche che la sua “solitudine” non lo rende così separato dai compagni di squadra, insieme a quali lotta per quella seconda stella – e per gli obiettivi a venire.

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Samuele Amato

Samuele Amato

Classe '97, follemente addicted ai colori nerazzurri, alla musica e alla filosofia.View Author posts