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Fattore Lautaro: quando non c’è la squadra ne risente. E anche Thuram non è lo stesso

L’infortunio rimediato nella sfortunata partita di Coppa Italia contro il Bologna giocatasi il 20 dicembre ha costretto il capitano nerazzurro a saltare la partita casalinga contro il Lecce e la trasferta di Genova. Se nel primo caso l’assenza del toro è stata nascosta dalla buona prestazione di squadra e dai gol arrivati da altri reparti, la trasferta di Marassi ha evidenziato come esista un’Inter con e senza il proprio capitano e leader tecnico. Senza di lui la squadra non perde solamente un formidabile realizzatore, ma anche colui che pressa ogni avversario, aiuta in fase difensiva e sprona i propri compagni a non mollare mai. Insomma l’Inter perde anche il suo leader carismatico, non solo tecnico.

Anche la Gazzetta dello Sport evidenzia come l’assenza dell’argentino influenzi pesantemente il rendimento della squadra.

Si legge sulla rosea di come possa essere normale che l’assenza del capocannoniere della Serie A, campione del mondo e inserito nella lista dei migliori 30 del Pallone d’Oro possa pesare sulle dinamiche dell’Inter, sottolineando comunque come questo debba essere un dato da prendere in considerazione per Inzaghi.

Sempre in campo

Un’altro motivo per cui l’assenza del toro fa rumore è anche dato dal fatto che Lautaro, da inizio anno sia sempre sceso in campo e abbia sempre dato il proprio contributo alla squadra, anche nei periodi in cui i gol venivano meno. Il risentimento muscolare all’adduttore sinistro accusato durante il match contro il Bologna lo hanno costretto a saltare due partite, viste comunque allo stadio per stare vicino alla squadra e ai propri compagni. Il suo recupero è previsto per la partita casalinga di Sabato 6 gennaio contro l’Hellas Verona.

A rassicurare sul probabile rientro già con il Verona è un post social dove Lautaro mostra di essere tornato in campo e di proseguire il lavoro per tornare a disposizione al più presto. Lo spera in primo luogo Inzaghi, che però venerdì sera ha ricevuto buone notizie da Arnautovic che ha trovato il suo primo gol in serie A con la maglia dell’Inter. Come sottolinea la Gazzetta, con Lautaro in campo, oltre al costante pericolo in zona gol, le difese non possono mi stare tranquille anche in fase di impostazione.

Perché Lautaro è bravissimo nel duettare con Thuram, aprire spazi agli inserimenti dei centrocampisti ma anche servire gli esterni con precisione e andare subito a ricevere il cross in area. In queste due partite, nonostante Arnautovic abbia dato ottimi segnali fornendo l’assist del 2-0 contro il Lecce e firmando il momentaneo vantaggio a Genova, la sensazione che la coppia d’attacco formata con Thuram debba essere ancora rodata. Qui emerge il secondo tema che analizza la Gazzetta.

Thuram non è lo stesso senza il toro

Per la quinta volta in stagione Thuram ha dovuto fare a meno del suo partner d’attacco ufficiale e per cinque volte non è riuscito a trovare il gol, secondo il quotidiano questo dato è abbastanza da fornire una prova della sofferenza del francese quando non ha Lautaro al suo fianco. Anche questa è una considerazione che può venire naturale dal momento in cui Thuram ha sempre fatto coppia fissa con il capitano sin dal suo arrivo in estate. Inoltre, gli arrivi a mercato inoltrato di Arnautovic e Sanchez in aggiunta agli infortuni che li hanno resi indisponibili per molte partite, hanno fatto si che la coppia titolare e meglio rodata fosse proprio la ThuLa. Senza Lautaro, per l’ex Borussia Mönchengladbach, ci sono meno spazi e più attenzioni da parte dei difensori centrali avversari, dato che diventa il francese il pericolo numero uno in attacco.

La coppia che forma con Lautaro è presto diventata il simbolo di questa nuova Inter, che ricordiamolo in estate ha cambiato moltissimi giocatori in più reparti, grazie all’intesa che sembra naturale tra i due, con Thruam che ha già fornito 4 assist al proprio compagno di reparto.

Intesa di coppia che Inzaghi e l’Inter sperano di poter ritrovare già sabato prossimo in casa contro il Verona.


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Alessandro Guerra

Alessandro Guerra

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, classe 98, il mio sogno è scrivere e commentare riguardo i miei principali interessi: politica italiana ed estera, cinema e musica (hip-hop su tutti) e ovviamente trattare di sport, in particolare di calcio e di Inter. Il giocatore che mi ha fatto innamorare dei colori nerazzurri è Adriano l'Imperatore.View Author posts