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L’Inter e Zhang davvero sono pieni di debiti?

Ecco un quadro chiaro sulla questione finanziaria dell’Inter, con Zhang ad un passo dal rifinanziamento con il fondo PIMCO.

L’Inter, in questi giorni, si sta godendo la seconda stella e si prepara a ricevere la tanto agognata coppa dello scudetto 2023/2024. In questo clima sereno tiene banco la questione societaria, con Steven Zhang che sembra ormai ad un passo dal rifinanziamento per tenersi l’Inter. In questi mesi ne sono state dette di ogni su Steven, che ormai da molti mesi non fa rientro in Italia. Proviamo quindi a fare chiarezza sulla situazione finanziaria della società nerazzurra e su quale sarà la strada tracciata dall’Inter per il futuro a livello societario, una strada che giocoforza influenzerà anche il lato sportivo.

Steven Zhang e la questione debiti: qual è la situazione reale?

inter futuro societario

La vittoria del campionato, dominato dall’inizio alla fine, non è andata giù a molti tifosi di fede diversa da quella nerazzurra. Tra esposti fantasiosi e ricostruzioni ad hoc, l’Inter è stata molte volte descritta come una società “tecnicamente fallita” e che addirittura non poteva iscriversi al campionato. È stata addirittura tirata in ballo la credibilità di una società come PWC. È ora di fare chiarezza, spiegando bene quale è la situazione dell’Inter. E per farlo non c’è maniera migliore di citare dati oggettivi.

Stando a quanto riportato da Puntero.it, l’Inter al 30/06/2023 ha registrato una perdita di 85 milioni di euro, con un debito lordo di 827 milioni di euro. La perdita è destinata a diminuire al 30/06/2024, quando si prevede un deficit tra i 15 e i 30 milioni di euro. Veniamo ora all’argomento principale: il debito con Oaktree. Grand Tower, la controllante lussemburghese proprietaria del 68,55 % delle quote dell’Inter e riconducibile al gruppo Suning, è esposta per 275 milioni verso il fondo americano, più il 12,5 % di interessi. La scadenza per la restituzione del prestito è fissata per fine maggio 2024 e, con ogni probabilità, Zhang restituirà tutta la cifra ad Oaktree richiedendo un prestito ad un altro soggetto: il fondo PIMCO. PIMCO presterebbe  i 400 milioni di euro necessari per liquidare Oaktree, dando quindi più tempo a Steven per trovare un compratore nei prossimi anni, quando si spera che ci siano anche le firme per lo stadio a Rozzano. In questo senso la buona notizia è il prolungamento dell’esclusiva sull’area in cui dovrebbe sorgere il nuovo impianto.

L’operazione con PIMCO ha tutta l’area di essere quello che in gergo viene definito “Bridge to Equity”, ovvero un prestito ponte finalizzato ad una futura acquisizione. In questo senso, ci sono già due fondi sauditi (non legati al fondo PIF) interessati alla questione. Un tema importante dell’operazione, infatti, è la stipula di una call option che PIMCO potrà esercitare (sconosciuti i termini temporali). In parole più semplici, il fondo ha un periodo di tempo per acquistare parte delle azioni dell’Inter (valutata 1,2 miliardi debiti compresi) per sè o per conto terzi.

L’ultimo tema da trattare è quello del bond Inter, varato nel gennaio 2022 ed in scadenza nel 2027. Il bond ha un valore di 415 milioni di euro (garantito dagli incassi di Inter Media and Communication S.p.A.) ed è stato interamente collocato. L’Inter nel 2027 potrà estenderlo ad una condizione: il ripianamento della perdita attuale fino ad un attivo di almeno 1.000 euro (capitale sociale minimo per procedere al rifinanziamento.

L’Inter si sta già muovendo in questo senso. Al 31/03/2024, infatti, sono state fatte conversioni di crediti degli azionisti in aumento di capitale per 98 milioni di euro e la perdita attestata per il 2023/2024 è stata coperta per 22 milioni, lasciando a riserva 35 milioni da convertire. Ricordiamo infine che nel bond c’è una clausola denominata “change of control”, che obbliga l’Inter a proporre agli obbligazionisti il rimborso integrale di quanto da loro finanziato, in caso di cambio proprietà. Questa clausola spinge ancora di più Oaktree a non diventare proprietario della squadra nerazzurra.

Alla luce di tutto questo, chiudiamo con una domanda: quale sarà il futuro dell’Inter a livello sportivo in relazione alla situazione finanziaria? Ad oggi possiamo dire che, a differenza di quanto ventilato da qualcuno, non c’è nessuna catastrofe in atto e che l’Inter non fallirà. Al contrario il prossimo mercato, a differenza degli ultimi, non obbligherà l’Inter a cedere giocatori entro il 30 giugno.

Questo perchè la perdita prevista al 30/06/2024 fa rientrare l’Inter nei paletti stabiliti dal fair play finanziario, in vista della chiusura del triennio al 30/06/2025. Inoltre il margine operativo lordo (che è uguale ai ricavi meno i costi eccetto ammortamenti, deprezzamenti, interessi ed imposte) di 150 milioni di euro, consentirà all’area tecnica di spendere più di quanto incassato. Bisognerà comunque calibrare al meglio entrate ed uscite di cassa per rientrare nei paletti UEFA, in attesa del tanto agognato pareggio di bilancio attesso per il 30/06/2025 (bilancio che vedrà gli introiti derivanti dalla nuova Champions League e dal Mondiale per Club. La strada tracciata per la prossima estate, quindi, è quella di una crescita “ragionata”. Si cercherà di salvaguardare l’attuale patrimonio tecnico e di sostituire gli esuberi con giocatori che possano aumentare il tasso tecnico della rosa. Probabile che il numero di giocatori aumenterà leggermente, visto l’aumento degli impegni. Il tutto accompagnato da un unico comune denominatore: la ricerca della vittoria.

Per approfondire:

https://www.puntero.it/2024/05/03/inter-debiti-zhang-oaktree/

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Fabrizio Febi

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