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Tutto ciò che ancora non sappiamo sul caso Acerbi-Juan Jesus

Acerbi-Juan Jesus, l’episodio e lo scoppio del caso. A San Siro si sta giocando Inter-Napoli, big match che chiude la ventinovesima giornata di campionato prima della sosta Nazionali. Dopo circa un’ora di gioco, Juan Jesus richiama l’attenzione dell’arbitro perché, a suo dire, Acerbi si è rivolto a lui con insulti razzisti. La Penna non ha sentito nulla, come lui nessun guardalinee o altri giocatori in campo: in virtù di ciò, il centrale nerazzurro non ha ricevuto nessun provvedimento, ma dopo qualche giorno ha dovuto lasciare il ritiro con la Nazionale, in partenza per gli USA per potersi difendere davanti al giudice sportivo e alla società Inter delle accuse che il rivale gli aveva mosso.

Inizia ufficialmente il processo di giustizia sportiva, mentre sui giornali e sui social ci si era già divisi tra colpevolisti e innocentisti e sullo sfondo si prospettava una squalifica di almeno 10 giornate per l’ex Lazio.

Acerbi viene assolto per mancanza di prove

Acerbi Juan Jesus episodio

Acerbi vs Juan Jesus, ‘nero’ vs ‘ne*ro’, “ti faccio nero” vs “sei solo un ne*ro“, incomprensione in campo vs razzismo: intorno a tutto questo si è costruito il caso. Affiancato dal suo avvocato, Acerbi ha rilasciato la stessa versione dei fatti quando ascoltato dalla società Inter e quando poi collegato in video conferenza con gli uomini della Procura Federale. Anche con il confronto tra i due, le versioni di entrambe le parti sono state coerenti alle versioni iniziali: ecco perché si è andati alla disperata ricerca di immagini video che potessero rappresentare la prova regina per la maxi squalifica di Acerbi, senza però trovarle. Il giudice Mastandrea si è ritrovato quindi a dover decidere in un classico  processo del “lui ha detto, l’altro ha detto“, decidendo quindi di procedere all’assoluzione di Acerbi per insufficienza di prove. Dalla nota ufficiale si legge: “Non si raggiunge nella fattispecie il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell’offesa recata”. In pratica, nella motivazione della sentenza si scrive che l’insulto non sia stato sentito da nessuno se non dal giocatore direttamente coinvolto e, pur credendo alla buona fede di Juan Jesus, non esistono immagini a poterlo confermare.

Se l’Inter ha preferito il silenzio prima e dopo la decisione del giudice sportivo, il Napoli e Juan Jesus hanno tuonato sui social tutto il loro disappunto, tant’è vero che la quinta maglia dei partenopei è priva del logo “Keep Racism Out” per protesta e l’immagine profilo instagram del giocatore è il pugno chiuso, simbolo del movimento Black Power.

Il caso è chiuso, almeno per la giustizia sportiva: Juan Jesus sta meditando una denuncia penale per non passare da bugiardo.

Acerbi vorrebbe parlare, ma gli è stato sconsigliato

Acerbi è stato assolto e nonostante questo l’Inter ha continuato a preferire il silenzio sulla vicenda. Il giocatore ora è a completa disposizione di Inzaghi per la sfida di lunedì di Pasquetta contro l’Empoli senza un enorme peso sulle spalle, ma le accuse di razzismo e gli insulti alla sua famiglia lo hanno lasciato parecchio turbato. Se la moglie di Acerbi non si è certo fatta attendere dopo l’assoluzione del marito con una storia instagram che ha fatto discutere, il giocatore è rimasto in silenzio. Ieri si è fermato a parlare a lungo con Marotta e Inzaghi, vorrebbe avere l’opportunità di parlare pubblicamente per spiegare le proprie ragioni e allontanare le terribili accuse di razzismo. Tutto ciò però gli è stato sconsigliato, almeno per il momento. A meno di sorprese, Acerbi resterà in silenzio e sarà in campo lunedì sera, dove verrà accolto calorosamente dal suo pubblico che, rappresentato da Curva Nord, lo aveva difeso sin dalle prime ore di questa vicenda con un comunicato social.

Il caso Acerbi-Juan Jesus è chiuso?

Per la giustizia sportiva sì. L’unico che avrebbe potuto cambiare le cose era il presidente della FIGC Gravina che, però, non interverrà: secondo lui il giudice sportivo, in assenza di prove chiare ed incontrovertibili, si è mosso nel modo migliore.

Juan Jesus però non ci sta e lo ha fatto capire chiaramente attraverso i propri profili social e affiancato dal proprio club. Ora JJ, insieme al suo entourage e il procuratore Roberto Calenda sta meditando la possibilità di formulare una denuncia penale perché non vuole passare per bugiardo. La vicenda quindi potrebbe spostarsi su tutt’altra dimensione ma, per ora, è definitivamente chiusa.

JJ avrebbe voluto un finale diverso, ora che rischia di passare per bugiardo, l’Inter, portavoce della campagna BUU contro il razzismo, avrebbe volentieri evitato che si sollevasse tutto questo clamore su un suo tesserato, Acerbi rischia che nonostante la sentenza l’etichetta di razzista gli si incolli comunque addosso e la serie A certo non aveva necessità di questo tipo di pubblicità.

Una vicenda di cui il calcio non aveva bisogno.

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Alessia Lazzaroni

Alessia Lazzaroni