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L’analisi della prima parte di stagione dell’attacco nerazzurro

L’inizio di stagione di tutta l’Inter è stato a dir poco fantastico con il titolo di campioni d’inverno con annesso dominio di tutte le categorie statistiche. Dopo 19 partite di campionato l’Inter infatti presenta il miglior attacco (44 gol fatti), la miglior difesa (9 gol subiti), il maggior numero di clean sheets (12 su 19) e può schierare anche il miglior marcatore e il miglior assistman del campionato (Lautaro con 16 reti e Thuram con 6 assist, a pari merito con Paulo Dybala).

Da questi dati si può dedurre che, oltre ad un pacchetto difensivo roccioso e funzionale che ha trovato la quadra, anche il reparto avanzato è sicuramente uno dei punti di forza della rosa di mister Inzaghi. Ma per quanto i numeri del pacchetto attaccanti siano buoni, in realtà esistono dei problemi non di poco conto che devono essere necessariamente risolti. Al momento Lautaro, Thuram, Arnautovic e Sanchez costituiscono il reparto punte. Il problema più grande è il grande divario tecnico, realizzativo e, volendo, anche anagrafico, tra i cosiddetti titolari Lautaro e Thuram, in confronto all’austriaco e al cileno.

Capitan Martinez finora ha realizzato in totale 18 gol in stagione, seguito dal suo compagno di reparto francese fermo a 8 gol in stagione ma con 10 assist all’attivo. Discorso diametralmente opposto per gli altri interpreti del reparto attaccanti della squadra nerazzurra.

Marko Arnautovic e Sanchez non pervenuti

Il discorso che riguarda Marko Arnautovic è molto delicato, visto anche il grave infortunio che ha tenuto l’austriaco lontano dai campi per quasi tre mesi. Marko è tornato all’Inter dopo 13 anni, arrivando da Bologna in prestito con obbligo di riscatto per una cifra intorno ai 8 milioni + 2 di bonus. I tifosi al suo arrivo hanno subito espresso il loro sostegno al giocatore e c’è da dire che sprazzi di talento da parte della punta si sono visti, ad esempio l’assist di tacco per il raddoppio di Barella in Inter-Lecce di qualche settimana fa. Il problema che però ha assalito Arnautovic è la scarsa vena realizzativa che ha portato spesso a divorarsi gol che sembravano già fatti. Un esempio è proprio contro il Lecce quando si è ritrovato da solo davanti alla porta di Falcone mandando fuori il pallone da pochissimi passi. Altro episodio è successo ieri nella partita contro il Verona quando a poco più di un metro dalla porta non è riuscito a concludere di testa, divorandosi un gol che sembrava già fatto. Oltre a ciò è da segnalare una sempre eccessiva lentezza e goffaggine nei movimenti, il che rendono il giocatore pressoché nullo durante la sua permanenza in campo.

Problema simile per quanto riguarda il cileno Sanchez. La punta sudamericana è tornato quest’estate dopo un anno a Marsiglia in cui ha realizzato 18 reti. Nonostante la buona stagione passata all’OM, Alexis è risultato spesso e volentieri deleterio per il gioco Inzaghi, giocando male sia da titolare che da subentrato, spingendo quindi l’allenatore a concedergli sempre meno minuti al giocatore. Tutto ciò rende sempre più probabile una sua probabile partenza a gennaio, spinto anche dall’amico (ed ex giocatore dell’Inter) Arturo Vidal.

Arnautovic e Sanchez, rispettivamente classe ’89 e ’88, nonostante una buona dose di minuti concessi, sono riusciti a mettere a referto solamente 4 gol complessivi, due a testa. Un gol ogni 648′ per Arnautovic e uno ogni 473′ per Sanchez: decisamente troppo per essere considerate delle riserve di livello.

Ora vedremo se la dirigenza deciderà di investire su un attaccante durante il mercato di gennaio per cercare di portare gol e assist a sostegno dei due giovani attaccanti nerazzurri. Il nome più probabile al momento sembra essere quello del colombiano Luis Muriel, in forza all’Atalanta. Subito dietro troviamo delle supposizioni che portano a Taremi del Porto, Broja del Chelsea e Krstovic del Lecce. Staremo a vedere cosa decideranno Marotta e Ausilio. La cosa certa è che un rinforzo là davanti è sempre più necessario.

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Andrea Tagliabue

Andrea Tagliabue

Sono Andrea, ho 24 anni e sono tifoso dell'Inter sin dalla nascita. La passione per il giornalismo sportivo è nata quando ero piccolo e da quando ho 15 anni sogno di lavorare nel settore sportivo. Sono un assiduo consumatore di tutto ciò che è calcio e non disdegno un'occhiata agli sport americani (basket, football, baseball, hockey su ghiaccio) e gli sport motoristici.View Author posts